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ANTONIO VIDAL FERNÁNDEZ (L'Avana, 1928–2013). Senza titolo. 1973 Tecnica mista: olio e collage di tela di iuta, juta, tessuti e ritagli di giornale su tela montata su Masonite. Firmato nell’angolo in basso a destra. È incluso il certificato di autenticità rilasciato dall’artista. Dimensioni: 96 x 67,5 cm; 99 x 70,5 cm (cornice) Realizzata nel 1973, quest’opera risale a un periodo di piena maturità artistica per Antonio Vidal, quando gli esperimenti materici avviati nei decenni precedenti si erano evoluti in un linguaggio artistico del tutto personale. In seguito alla sua partecipazione al gruppo Los Once e al suo contributo al rinnovamento dell’astrazione cubana a partire dagli anni ’50, Vidal approfondì uno stile pittorico in cui la superficie cessava di essere un supporto passivo per diventare parte essenziale della composizione visiva. La composizione è organizzata attraverso una griglia irregolare di campi rettangolari nei toni del rosso, dell’ocra, del nero e del verde, articolata da sovrapposizioni, cuciture e marcati elementi materici. Tela di iuta, juta, frammenti tessili e ritagli di giornale sono integrati nel dipinto come elementi strutturali, creando rilievi e discontinuità che ne intensificano la qualità tattile. Nell’angolo in alto a destra compare anche un cerchio – un motivo ricorrente nel vocabolario astratto di Vidal – che introduce un contrappunto geometrico alla densità materica dell’insieme. L’opera rivela così una delle tensioni più caratteristiche del suo corpus: l’equilibrio tra la rigorosa organizzazione compositiva e la libertà espressiva dei materiali. Antonio Vidal Fernández è stato una figura chiave dell’arte astratta cubana nella seconda metà del XX secolo. Fece parte del gruppo Los Once dal 1953 al 1955 e nel 1962 contribuì a fondare il Laboratorio Sperimentale di Incisione all’Avana, svolgendo al contempo un’importante attività didattica presso la Scuola Nazionale d’Arte. Nel 1999 ha ricevuto il Premio Nazionale Cubano per le Arti Visive. Le sue opere fanno parte delle collezioni del Museo Nazionale delle Belle Arti dell’Avana e, nel 2017, un’ampia selezione del suo lavoro è stata presentata postuma a documenta 14, presso la Neue Galerie di Kassel.