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JOSEP MARIA ROVIRA-BRULL (Barcellona, 1926 – Mataró, 2000). “La sepoltura della sardina”. Dipinto su legno. Firmato nell’angolo in alto a sinistra. Dimensioni: 50 x 65 cm. Rappresentativa dell’universo neosimbolista, surrealista e satirico di Rovira-Brull, l’opera trasforma la tradizionale celebrazione della sepoltura della sardina in una scena grottesca carica di allusioni alla religione, alla morte e alla trasgressione sociale. La festa, legata alla fine del Carnevale e all’inizio della Quaresima, è un momento di sovversione delle norme e di critica burlesca dell’autorità — aspetti particolarmente in sintonia con l’immaginario dell’artista. La composizione è dominata da una figura scheletrica vestita di rosso che regge una girandola da cui pendono delle sardine. Due figure in abiti da lutto, con cilindro in testa, prendono parte a questa peculiare cerimonia. I pesci sospesi, le maschere e le anatomie distorte creano una scena volutamente assurda in cui il festoso e il macabro coesistono in modo naturale. La stilizzazione delle figure, la natura teatrale dei loro gesti e la combinazione di elementi riconoscibili in accostamenti inaspettati sono tratti ricorrenti del suo linguaggio figurativo. Josep Maria Rovira-Brull fu una figura singolare nella seconda ondata dell’avanguardia catalana, la cui carriera abbracciò la pittura, la scultura, l’incisione, l’illustrazione e il design grafico. Nel 1957 fondò il Gruppo Sílex insieme ad artisti quali Eduard Alcoy, Joan Hernández Pijuan e Carles Planell, sviluppando in seguito uno stile neosimbolista dalla forte dimensione critica e poetica. Strettamente legato a Mataró, partecipò attivamente alla vita culturale della città ed è l’autore della monumentale *Laia l’Arquera*, diventata uno degli emblemi della città.