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VÍCTOR MIRA (Saragozza, 1949 – Monaco di Baviera, 2003). “Estilitas”, 1988. Tecnica mista su tavola. In allegato il certificato rilasciato dalla sig.ra Ester Romero Fajardo. Opera pubblicata in «Religion, Memory, and the Body in Contemporary Art», pag. 173. Corredata dal libro «Religion.gedächtnis.körper in gegenwartskunst», a cura di Johannes Rauchenberger. Dimensioni: 74 x 102 cm. Il motivo dello stilita — un asceta che, seguendo una pratica di penitenza estrema, si ritirò dal mondo per vivere in cima a una colonna — assume una dimensione profondamente simbolica nell’opera di Mira. Le quattro figure raffigurate evocano isolamento, sacrificio, contemplazione e ricerca spirituale, incarnando al contempo la tensione tra il corpo e il suo desiderio di trascendenza. In questa composizione, i quattro stiliti appaiono come figure ieratiche ed essenziali, trasformate dall’artista in simboli di un’esperienza umana che trascende le proprie origini religiose. Mira attinge così all’iconografia tradizionale per trasformarla in un’immagine contemporanea di solitudine, memoria, sofferenza e condizione umana. Realizzata nel 1988, l’opera segna un momento particolarmente significativo nella carriera dell’artista, quando la figura dello stilita iniziò a occupare un posto centrale nel suo universo artistico. La caratteristica combinazione di materia, disegno e colore tipica di Mira contribuisce a creare un’atmosfera di intensità spirituale e di potente espressività. Scultore, pittore, incisore e scrittore, è stato in gran parte autodidatta. All’età di diciotto anni tenne la sua prima mostra personale alla Galleria N’Art di Saragozza, che fu anche la prima mostra di scultura all’aperto mai organizzata in quella città. Poco dopo si trasferì a Madrid, dove nel 1973 espose alla Galleria Pol Verdié. Dopo aver trascorso un periodo dividendosi tra Madrid e la Germania, nel 1977 si stabilì a Barcellona. Nel 1979 tenne la sua prima mostra personale a Monaco di Baviera presso la Galleria Tanit e l’anno successivo espose le sue opere negli Stati Uniti alla Galleria George Staempfli di New York. Da quel momento in poi la sua carriera internazionale decollò, con mostre in Germania, Stati Uniti, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Norvegia, Colombia, Francia, Belgio e Austria, mentre continuava a esporre regolarmente in Spagna. Nel 2003, poco prima della sua morte, ricevette il premio come miglior artista spagnolo vivente alla Fiera d’Arte ARCO. La più recente mostra retrospettiva dedicata a questo artista si è tenuta a Düsseldorf, in Germania, presso la Galleria Beck & Eggeling. Le opere di Mira sono conservate in musei e collezioni private di tutto il mondo, in particolare al Museum of Modern Art di New York, al Centro Nazionale d’Arte Reina Sofía, al MACBA, ai Musei di Belle Arti di Vitoria e Saragozza, alla Fondazione Beulas di Huesca e al Museo delle Collezioni ICO di Madrid. In allegato è riportato un certificato rilasciato dalla sig.ra Ester Romero Fajardo. Opera pubblicata in “Religion, Memory, and the Body in Contemporary Art”, pag. 173. In allegato è riportato il libro “Religion.gedächtnis.körper in gegenwartskunst”, a cura di Johannes Rauchenberger
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