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JOSEP MARIA ROVIRA-BRULL (Barcellona, 1926 – Mataró, 2000). “Iberian Circumstance II”, 1977. Acrilico su tela. Firmato nell’angolo in basso a sinistra. Sul retro, un’etichetta della Sala Gaudí di Barcellona con i dettagli dell’opera. Dimensioni: 73 x 92 cm. «Circunstancia Ibérica II» appartiene al periodo in cui Rovira-Brull consolidò un linguaggio artistico di radici surrealiste, intriso di ironia, simbolismo e critica sociale. Fu proprio negli anni ’70 che la sua pittura si evolse dall’Informalismo verso uno stile figurativo fantastico e profondamente personale, caratterizzato da forti elementi critici e poetici. La scena riunisce, su uno sfondo di architettura urbana apparentemente disabitata, una serie volutamente sconcertante di figure umane e animali. La precisione con cui questi elementi sono raffigurati è un tratto distintivo dello stile di Rovira-Brull, che utilizza associazioni assurde per costruire immagini inquietanti senza sottoporle a una narrazione chiusa. Il titolo e la data ci consentono di collegare questo universo alla sua riflessione sulla realtà spagnola e sulle sue tensioni sociali, trasformate attraverso la satira in un’allegoria aperta. L’opera è inoltre rappresentativa di un periodo particolarmente influente nella carriera dell’artista: durante la seconda metà degli anni ’70, Rovira-Brull partecipò a mostre internazionali dedicate al realismo fantastico spagnolo e alle successive edizioni della Fiera Internazionale d’Arte di Basilea, mantenendo al contempo uno stretto legame con la Sala Gaudí di Barcellona. Josep Maria Rovira-Brull fu una figura singolare nella seconda ondata dell’avanguardia catalana, capace di coniugare sperimentazione artistica, immaginazione surrealista e una costante coscienza critica. Inizialmente legato al gruppo Sílex insieme a Eduard Alcoy, Hernández Pijuan, Carles Planell e Terri, fu anche molto attivo come scultore. Con sede a Mataró, si legò strettamente alla vita culturale della città; nel 2026, il Ca l’Arenas Museu de Mataró gli dedicò una mostra commemorativa in occasione del suo centenario, che riunì più di un centinaio di opere originali. È inoltre l’autore della monumentale *Laia l’Arquera*, diventata uno dei simboli di Mataró.