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JOSEP MARIA RIERA I ARAGÓ (Barcellona, 1954). Senza titolo. 1999 Tecnica mista e collage su carta spessa. Firmato e datato. Misure: 48 x 68,5 cm; 65,5 x 86 cm (cornice). Quest'opera si inscrive pienamente nell'universo iconografico di Riera i Aragó, dove l'oggetto tecnico - ridotto alla sua minima espressione - diventa segno poetico. Se in altre opere l'aereo o il sottomarino appaiono riconoscibili, qui l'artefatto è presentato quasi scomposto in frammenti e schemi, come se si assistesse a un processo di astrazione estrema. La struttura centrale orizzontale, attraversata da punti e linee che evocano diagrammi o costellazioni, suggerisce un meccanismo sospeso, un dispositivo di orientamento o di navigazione. Come di consueto per l'artista, l'opera si colloca in un territorio ibrido tra pittura, rilievo e oggetto. Il materiale non è un semplice supporto, ma memoria: usura, tempo e trasformazione. Riera i Aragó sintetizza l'artefatto fino a farlo diventare una metafora di spostamento e orientamento, esplorando la tensione tra peso e sospensione, tra ingegneria e fantasticheria. Riera i Aragó è uno degli artisti catalani contemporanei con la maggiore presenza istituzionale. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche come il MNAC e il MACBA (Barcellona), l'IVAM (Valencia), il Museo Patio Herreriano (Valladolid), il Museo de Arte Contemporáneo de Ibiza, la Fundació Vila Casas e la Col-lecció "la Caixa", oltre ad altre collezioni pubbliche e private in Spagna e in Europa.