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95 - DEAN SAMESHIMA (Torrance, California, 1971).

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DEAN SAMESHIMA (Torrance, California, 1971). “Senza titolo (Testicoli)”, 2003. Fotografia, stampa Fuji-Flex, n. 1/3. Edizione di 3 stampe + A.P. Corredata da un certificato di autenticità rilasciato da Peres Projects, Berlino, firmato da Javier Peres e datato 9 settembre 2016. Bibliografia di riferimento: C. Kraus, J. Tumlir e J. McFadden, *LA Artland. Contemporary Art from Los Angeles*, Londra, 2005, p. 131 (riprodotta un’altra copia dell’edizione). Dimensioni: 31 x 24,5 cm (immagine); 53,5 x 47 cm (cornice). Datata 2003, “Untitled (Testicles)” appartiene a un periodo iniziale e determinante dell’opera di Dean Sameshima, quando l’artista stava sviluppando una pratica fotografica basata sull’appropriazione e la rielaborazione di immagini legate al desiderio maschile e alla cultura queer. L’opera fa parte di una serie di sei fotografie dello stesso anno — *Mutual Masturbation*, *Climax*, *Gay*, *Testicles*, *Blow Job* ed *Erection* — per la quale è documentata un’edizione di tre copie più una prova d’artista. Un’altra copia è stata inoltre riprodotta nel volume *LA Artland. Contemporary Art from Los Angeles* del 2005. Qui, Sameshima impiega un’immagine dall’aspetto volutamente simile a quello dei media, in cui rimane visibile persino la trama di stampa dell’originale. La natura apparentemente innocua del ritratto crea una tensione con il titolo, che ne altera completamente l’interpretazione e concentra l’attenzione sul corpo, sul gesto e sulla costruzione culturale del desiderio. Questa strategia di recupero e ricodifica di materiali provenienti da pubblicazioni, archivi e altri canali di circolazione visiva si sarebbe rivelata fondamentale per la sua carriera successiva; Peres Projects ha definito la sua pratica proprio in termini del suo ruolo di collezionista e archivista di immagini legate alla pornografia, alle culture punk e queer e ai loro linguaggi codificati. Dean Sameshima ha studiato al California Institute of the Arts e all’ArtCenter College of Design. Dalla fine degli anni ’90 ha sviluppato un corpus di opere incentrato sulla fotografia, l’archivio, la memoria e le forme di rappresentazione dell’identità e del desiderio queer. Nel 2024 ha partecipato alla 60ª Biennale di Venezia, curata da Adriano Pedrosa, e le sue opere fanno parte di collezioni istituzionali quali il Getty Museum, il Los Angeles County Museum of Art, il Museum of Contemporary Art di Los Angeles, l’Hammer Museum e il Museu de Arte de São Paulo, tra le altre. Vive e lavora a Berlino.

Testo tradotto da DeepL.
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