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VÍCTOR MIRA (Saragozza, 1949 – Monaco di Baviera, 2003). “Stiliti che contemplano un’esplosione atomica”, 1989–1990. Olio su due tele. Firmato sul retro. Corredata da un certificato di autenticità rilasciato da Ester Romero Fajardo. Dimensioni: 250 x 400 cm. In quest’opera, la scala monumentale della composizione accentua la dimensione visionaria della scena. Su uno sfondo grigio e nero — dalla trama densa e dall’atmosfera quasi apocalittica — una serie di stiliti è disposta su croci che si assottigliano verso lo sfondo. Le piccole figure rimangono immobili in mezzo alla turbolenza del cielo, resa attraverso ampie pennellate che evocano l’espansione di una nube atomica. Il punto di fuga delle croci rafforza la profondità e attira lo sguardo verso l’orizzonte. Lo stilita è una figura centrale nell’universo di Mira. Ispirandosi agli antichi asceti cristiani che cercavano l’isolamento in cima alle colonne, l’artista qui sostituisce la colonna con la croce, avvicinando simbolicamente l’anacoreta all’immagine di Cristo. Dalla fine degli anni ’80, Mira ha ripetutamente sviluppato questa iconografia, collocando i suoi stiliti su sfondi di isolamento, tentazione o catastrofe. La forza della composizione deriva dal contrasto tra contemplazione e distruzione. Di fronte alla violenza implicita di un’esplosione nucleare, le figure rimangono assorte nella loro contemplazione, creando una tensione tra spiritualità, vulnerabilità e minaccia contemporanea. Mira traspone così una figura della tradizione ascetica in un contesto segnato dal pericolo di annientamento tecnologico, trasformando la scena in una riflessione sulla condizione umana. Questa iconografia è ben documentata nell’opera dell’artista. Un’opera della stessa serie, intitolata *Estilita che contempla un’esplosione atomica* e datata 1989, è documentata nel catalogo della mostra di Víctor Mira tenutasi alla Galerie Zellermayer di Berlino nel 1990. Un’altra variante, *Estilita ed esplosione atomica*, del 1990, fu successivamente esposta a Saragozza ed entrò a far parte della collezione del Consiglio Provinciale di Saragozza. Víctor Mira ha intrapreso una carriera multidisciplinare come pittore, scultore, incisore e scrittore. A partire dagli anni ’70, ha esposto a livello internazionale e ha sviluppato un’iconografia profondamente personale incentrata su temi quali le Estilitas, Montserrat, i Caminantes, le cantate di Bach e le sue raffigurazioni di Cristo. Dopo la sua prima mostra personale alla Galleria N’Art di Saragozza, mantenne stretti legami con la Germania e divise il suo tempo tra quel paese e Barcellona; nel 1972 partecipò agli «Encuentros de Pamplona», dove incontrò John Cage, e nel 1980 tenne una mostra personale alla George Staempfli Gallery di New York. victormira.com Le sue opere fanno parte di collezioni quali quelle del Museum of Modern Art di New York, del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía e del MACBA.