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PAUL WUNDERLICH (Eberswalde, Germania, 1927 – Saint-Pierre-de-Vassols, Francia, 2010). “Profil”, 1987. Olio su tela. Firmato e datato. Dimensioni: 100 x 70 cm. La data di questa opera coincide con l’importante retrospettiva dedicata a Paul Wunderlich dallo Schleswig-Holsteinisches Landesmuseum. La mostra è stata poi ospitata al Kloster Cismar e allo Schloss Gottorf ed è stata accompagnata dalla pubblicazione *Paul Wunderlich: Pittura, Disegno, Scultura 1951–1987*. «Profil» rappresenta la piena maturità di un artista che ha fatto della trasformazione del corpo umano uno dei capisaldi del proprio linguaggio artistico. Qui, Wunderlich costruisce una figura a metà strada tra corpo, meccanismo e apparizione, all’interno del suo universo unico di metamorfosi. La tensione tra bellezza e stranezza, erotismo e fragilità, costituisce uno dei tratti ricorrenti di un’opera in cui la figura umana non rimane mai completamente stabile. Altrettanto significativo è il trattamento della superficie: in contrasto con la meticolosità quasi grafica di certi dettagli, Wunderlich conserva ampie aree monocromatiche e una superficie attraversata da linee verticali che integrano la figura nello sfondo. Questo dialogo tra disegno e pittura riflette la sua straordinaria padronanza delle tecniche grafiche e conferisce all’immagine una qualità al tempo stesso pittorica e lineare. Paul Wunderlich è stato una delle figure più rinomate dell’arte figurativa tedesca del dopoguerra, con una carriera che ha abbracciato la pittura, il disegno, l’incisione e la scultura. Formatosi alla Hochschule für Bildende Künste di Amburgo, ha lavorato come stampatore per Oskar Kokoschka ed Emil Nolde, e nel 1963 è stato nominato professore di incisione e pittura presso la stessa istituzione. La sua serie *Qui s’explique*, sequestrata nel 1960 dalle autorità tedesche a causa del suo contenuto erotico, fu successivamente acquisita dal Museum of Modern Art di New York. Nel 1986 ricevette il Premio d’arte dello Stato dello Schleswig-Holstein e ottenne inoltre un ampio riconoscimento internazionale grazie a mostre tenutesi in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.