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MICHAEL GOLDBERG (New York, 1924–2007). “Senza titolo”. Centrotavola in vetro modificato e dipinto a mano. Pezzo unico. Firmato. Provenienza: Galerie Moderne Silkeborg, Danimarca. Dimensioni: 97 cm di diametro. Di grandi dimensioni e concepita come pezzo unico, quest’opera testimonia un aspetto meno noto ma pienamente consolidato dell’opera di Michael Goldberg: le sue composizioni su vetro. La Galerie Moderne Silkeborg, da cui proviene l’opera, ha documentato varie opere su vetro dell’artista, confermando la portata della sua esplorazione artistica di un mezzo che gli ha permesso di indagare la materia, la trasparenza e il colore in modo diverso. Goldberg applica al vetro tecniche strettamente legate alla sua pittura: la sovrapposizione di forme, i caratteristici colori intensi e un’organizzazione dello spazio volutamente dinamica. Su uno sfondo color ambra e parzialmente traslucido, si intrecciano strutture angolari in nero, rosso, giallo e verde, i cui bordi irregolari e le diverse densità evocano frammenti sovrapposti. La composizione assume così una logica affine al collage, una tecnica che l’artista ha impiegato anche nelle sue opere su carta e che gli ha permesso di giustapporre gesto e struttura all’interno della stessa superficie. Il mezzo stesso svolge un ruolo decisivo. La trasparenza del vetro altera la percezione degli strati cromatici e fa sì che le aree scoperte partecipino attivamente alla composizione, mentre il formato circolare elimina l’orientamento convenzionale della tela rettangolare. Il dipinto assume così una dimensione simile a quella di un oggetto: non si limita a occupare una superficie, ma instaura un dialogo con le qualità fisiche e luminose del materiale. Questa apertura verso diversi mezzi espressivi è coerente con una carriera caratterizzata dalla sperimentazione tecnica; la National Gallery of Art conserva, tra le altre opere di Goldberg, composizioni in cui l’artista combina olio, grafite, pastello e collage. L’unicità del mezzo e delle dimensioni ci consentono di apprezzare particolarmente bene il modo in cui Goldberg ha trasferito i principi del suo vocabolario astratto a un oggetto autonomo, mantenendo l’energia gestuale della sua pittura ed esplorando al contempo le possibilità specifiche del vetro. Michael Goldberg è stato una figura di spicco della seconda generazione dell’Espressionismo Astratto americano. Formatosi all’Art Students League e sotto la guida di Hans Hofmann, partecipò alla storica “Ninth Street Exhibition” del 1951 e fu strettamente legato alla Scuola di New York, al fianco di artisti quali Willem de Kooning, Franz Kline e Joan Mitchell. Nel corso della sua carriera, ha ampliato la sua pratica pittorica attraverso il collage, l’incisione e altri mezzi espressivi — un’apertura mentale particolarmente rilevante per comprendere quest’opera. Le sue opere sono presenti nelle principali collezioni internazionali, tra cui il MoMA, il Whitney Museum e la National Gallery of Art di Washington.