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ALBERTO GIACOMETTI (Borgonovo, Svizzera, 1901 – Coira, Svizzera, 1966). Lastra originale in zinco per la litografia “Buste sur sellette dans l’atelier”, 1954. Basata su un disegno del 1951. Lastra litografica in zinco. Firma «A. Giacometti» integrata nel disegno trasferito, nell’angolo in basso a destra. Stampatore dell’edizione: Atelier Mourlot, Parigi. Editore: Maeght Éditeur, Parigi. Bibliografia: Eberhard W. Kornfeld e Fondation Giacometti, Alberto Giacometti. Catalogo ragionato delle stampe. Volume I – 1917–1957/1958, Parigi/Berna, Fondation Giacometti/Éditions Galerie Kornfeld, 2016, cat. 95/I. Dimensioni: 54 × 70 cm (lastra); 77 × 92 cm (cornice). Il fatto che si tratti di una lastra originale rende quest’opera una testimonianza unica del processo di creazione delle stampe di Alberto Giacometti, direttamente collegata a *Buste sur sellette dans l’atelier*, una delle sue rappresentazioni del proprio studio e delle sculture al suo interno. Basata su un disegno del 1951, la litografia fu pubblicata nel 1954 da Maeght Éditeur e stampata presso l’Atelier Mourlot a Parigi — due figure fondamentali nella produzione di stampe dell’avanguardia europea del dopoguerra. Il catalogo ragionato delle stampe di Giacometti, compilato da Eberhard W. Kornfeld in collaborazione con la Fondation Giacometti, documenta la composizione e segnala in particolare l’esistenza della lastra di zinco, che all’epoca era conservata in una collezione privata a Copenaghen. La stessa fonte riporta la firma «A. Giacometti» all’interno del disegno trasferito e un’edizione principale di trenta esemplari firmati e numerati, oltre a cinque esemplari hors commerce e varie prove di stampa. Il motivo appartiene a uno dei temi più caratteristici del periodo maturo dell’artista. Nel corso degli anni ’50, il modesto studio di Rue Hippolyte-Maindron assunse un ruolo sempre più centrale nei suoi disegni e nelle sue stampe: sculture, mobili, cavalletti e piani di lavoro formavano uno spazio in cui Giacometti esplorava la percezione degli oggetti e, soprattutto, il complesso rapporto tra la figura e lo spazio che la circonda. In questa composizione, il busto posto sulla sellette incarna proprio questa ricerca, trasformando una scena da atelier in una riflessione sulla distanza, la scala e la presenza. La natura stessa del lotto gli conferisce un significato particolare: a differenza delle stampe su carta appartenenti all’edizione, questa lastra è il supporto fisico da cui è stata prodotta l’immagine litografica. La sua documentazione nel catalogo ragionato, il suo legame con Maeght e Mourlot e il suo riferimento a un’iconografia centrale nell’opera di Giacometti collocano l’opera in una sfera particolarmente esclusiva della sua produzione grafica. Alberto Giacometti occupa una posizione centrale nell’arte del XX secolo. Dopo il suo periodo surrealista, negli anni del dopoguerra intraprese un’esplorazione radicale della figura umana, della percezione e dello spazio, un’esplorazione che trovò intensa espressione nella scultura, così come nel disegno e nell’incisione. Nel 1951, anno del disegno da cui nacque *Buste sur sellette dans l’atelier*, iniziò la sua collaborazione con la Galerie Maeght, che si rivelò decisiva per lo sviluppo e la diffusione della sua produzione litografica. Il suo riconoscimento internazionale fu consolidato da importanti mostre in Europa e negli Stati Uniti e dal Gran Premio per la Scultura alla Biennale di Venezia del 1962. Le sue opere fanno parte delle principali collezioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New York, la Tate di Londra e il Kunsthaus Zürich.