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JOAN MIRÓ I FERRÀ (Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983). “La gardien du phare”, 1981. Acquatinta a colori, puntasecca e stampa al carborundum su carta Rivers, esemplare n. 17/60. Firmata con timbro e numerata a matita. Con certificato del Fondo Miró sul retro. Dimensioni: 68 x 43 cm (stampa); 95 x 70 cm (carta); 104,5 x 78,5 cm (cornice). Realizzata durante l’ultimo periodo di Joan Miró, “La gardien du phare” condensa con straordinaria intensità alcuni degli elementi più caratteristici del suo universo creativo. Una forma nera monumentale, dai contorni organici e biomorfici, domina la composizione sullo sfondo luminoso della carta, mentre vivaci tocchi di blu, rosso, giallo e verde — colori essenziali nella tavolozza dell’artista — introducono ritmo e tensione visiva. L’audacia del nero e la libertà gestuale con cui è applicato interagiscono con piccoli segni e tratti sospesi nello spazio, dando vita a un’immagine di grande forza espressiva e spiccata spontaneità. Qui Miró sfrutta le possibilità materiche del carborundum, una tecnica particolarmente significativa nella sua opera grafica matura, che gli ha permesso di ottenere neri profondi, superfici dense e texture simili a quelle della pittura. Realizzata nel 1981, appena due anni prima della sua morte, l’opera dimostra la straordinaria libertà creativa raggiunta dall’artista nei suoi ultimi anni, quando ridusse il proprio universo figurativo a segni essenziali di immensa potenza visiva. Joan Miró si formò a Barcellona e tenne la sua prima mostra personale nel 1918 presso le Gallerie Dalmau. Nel 1920 si trasferì a Parigi, dove conobbe Picasso, Raynal, Max Jacob, Tzara e i dadaisti. Lì, sotto l’influenza dei poeti e dei pittori surrealisti, il suo stile maturò; cercò di tradurre la poesia surrealista nel regno visivo, attingendo alla memoria, alla fantasia e all’irrazionale. La sua terza mostra a Parigi, nel 1928, segnò il suo primo grande successo: il Museum of Modern Art di New York acquisì due delle sue opere. Tornò in Spagna nel 1941 e, quello stesso anno, il museo gli dedicò una retrospettiva che sancì il suo definitivo riconoscimento internazionale. Nel corso della sua vita ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui i Grandi Premi alla Biennale di Venezia e della Fondazione Guggenheim, il Premio Carnegie per la Pittura, le Medaglie d’Oro del Governo della Catalogna e dell’Accademia delle Belle Arti, e gli furono conferite lauree honoris causa dall’Università di Harvard e dall’Università di Barcellona. Oggi le sue opere sono esposte nei musei più prestigiosi del mondo, come il MoMA, il Guggenheim e il Reina Sofía.