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LUIS FEITO (Madrid, 1929–2021). “Peintre n. 826”, 1971. Olio su tela. Firmata e datata sul retro. Dimensioni: 146 x 114 cm. Realizzata nel 1971, quest’opera appartiene a un momento cruciale della carriera di Luis Feito. Dopo l’Informalismo intenso e incentrato sulla materia degli anni ’50 e ’60, Feito si orientò verso composizioni più essenziali, in cui il cerchio, il nero e l’intensità dei colori primari assumevano un ruolo sempre più prominente. Nella parte inferiore, il rosso e il giallo irrompono con forza nell’oscurità, creando un contrasto di grande intensità. Il nero, lungi dal fungere da sfondo neutro, conserva la densità e la ruvidità caratteristiche della pittura di Feito, che gioca con l’accumulo di pigmento e la stratificazione, rendendo la superficie un elemento essenziale dell’opera. Questa combinazione di geometria e materialità caratterizza in modo particolare l’opera di Feito nei primi anni ’70. La forma circolare, sempre più autonoma, riflette il suo interesse per uno stile pittorico caratterizzato dalla massima sintesi, legato anche al suo interesse per l’arte e l’estetica orientali. La riduzione degli elementi non implica una perdita di espressività, ma piuttosto una concentrazione dell’energia pittorica in pochi segni e colori. L’opera occupa così una posizione significativa tra due fasi della sua evoluzione: da un lato, la pittura informalista e materico-gestuale degli anni precedenti e, dall’altro, la progressiva semplificazione che avrebbe portato Feito, entro la fine del decennio, verso le sue composizioni bianche e praticamente monocromatiche. Nel contesto della carriera dell’artista, l’opera può essere collegata ai lavori della fine degli anni ’60 conservati al Museo Reina Sofía — in cui prevale ancora una maggiore espansione materico-gestuale— e ai dipinti dei primi anni ’70 presenti in collezioni quali la Collezione BBVA e il MACA, dove il cerchio e i tratti distintivi del nero, del rosso e del giallo assumono già una struttura più definita. Formatosi alla Scuola di Belle Arti di San Fernando a Madrid, dove si iscrisse nel 1950 e in seguito lavorò come insegnante di disegno, Feito entrò rapidamente a far parte dell’avanguardia artistica spagnola. Nel 1956 si trasferì a Parigi grazie a una borsa di studio e, un anno dopo, fondò il Grupo El Paso. La sua carriera ottenne un significativo riconoscimento internazionale, con mostre in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, e la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1960, dove vinse il Premio David E. Bright. Tra i suoi principali riconoscimenti figurano la nomina a Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere di Francia, la Medaglia d’oro al merito nelle Belle Arti (1998) e la nomina a membro effettivo dell’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando. Le sue opere sono presenti nelle principali collezioni e nei musei internazionali, tra cui il Centro Nazionale d’Arte Reina Sofía, il MoMA di New York, il Museo Guggenheim di New York, il Museo Nazionale d’Arte Moderna di Parigi, il Museo d’Arte Moderna di Roma, nonché in istituzioni di Helsinki, Ottawa e Tokyo.