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Raro calicetto turco da esposizione con pseudo-marchio cinese. Meissen. 1783–1812. Manifattura di porcellana di Meissen 1710 Meißen Porcellana smaltata, decorata in blu sotto smalto. La parete è decorata con fiori tra piccole foglie lanceolate su steli sottili. Sul fondo, all’interno di un doppio cerchio, un fiore cinese. Sul fondo è presente il marchio cinese pseudo a sei campi con la cifra «XI» in un doppio anello in blu sotto smalto, nonché un segno di tornitura «Z» (difficilmente leggibile). Sulla parete interna, in nero sopra smalto, il numero d’ordine «No: 94. G.». Per quanto riguarda il decoro, cfr.: Günther Sterba, Meissener Blaumalerei aus drei Jahrhunderten, Lipsia 1989. p. 224, n. cat. 167 e 168. Per il marchio pseudo a sei campi cfr.: Günther Sterba, *Meissener Blaumalerei aus drei Jahrhunderten*, Lipsia 1989. p. 224, n. cat. 162. «Sebbene le vendite di porcellana di Meissen in Turchia abbiano temporaneamente subito una battuta d’arresto o siano state del tutto interrotte, esse raggiunsero comunque, nel complesso, volumi considerevoli anche durante la direzione di Marcolini. Per gli anni 1782–84, 1794–95, 1802 e 1812 sono documentati ordini di decine di migliaia di tazzine, bottiglie e calamaio destinati all’area commerciale macedone-turca. [...]. Gli ordini ricorrenti e di grandi quantità relativi a un assortimento di merci relativamente ristretto portarono a una sorta di standardizzazione degli articoli. A partire dal 1783, tutte le commesse turche si riferiscono a pezzi campione sui quali erano state impresse a fuoco, sul fondo, una lettera identificativa e numeri di identificazione con vernice nera da forno . Nella collezione di porcellane di Dresda si è conservato un numero considerevole di tali campioni; essi compaiono sporadicamente anche in altre collezioni.” (citato da: Johannes Just: Marchi e contrassegni sulla porcellana di Meissen dal 1775. In: Keramos 51–1971. p. 22 e segg.). «Sebbene le vendite di porcellana di Meissen in Turchia abbiano temporaneamente subito una battuta d’arresto o siano state del tutto sospese, esse raggiunsero complessivamente volumi notevoli anche durante la direzione di Marcolini. Per gli anni 1782–84, 1794–95, 1802 e 1812 sono documentati ordini di decine di migliaia di tazzine, bottiglie e calamaio destinati all’area commerciale macedone-turca. [...]. Gli ordini ricorrenti e di grandi quantità relativi a un assortimento di prodotti relativamente ristretto portarono a una sorta di standardizzazione degli articoli. A partire dal 1783, tutte le commesse turche si riferiscono a pezzi campione sui quali erano state impresse a fuoco, sul fondo, una lettera identificativa e numeri di identificazione con vernice nera da forno . Nella collezione di porcellane di Dresda si è conservato un numero considerevole di tali campioni; essi compaiono sporadicamente anche in altre collezioni.” (citato da: Johannes Just: Marchi e contrassegni sulla porcellana di Meissen dal 1775. In: Keramos 51–1971. p. 22 e segg.). Ringraziamo il dott. Sebastian Bank, di Dresda, per le gentili indicazioni. Dimensioni: D. 5 cm, H. 3,1 cm. Chip piatto di dimensioni minime (1 mm) sull'anello di supporto. Manifattura di porcellana di Meissen 1710 Meissen Fondata nel 1710 da Augusto il Forte come prima manifattura di porcellana nel mondo occidentale, in seguito all’invenzione della porcellana dura europea da parte di Johann Friedrich Böttger. Fino al 1863 l’intera produzione si svolgeva presso l’Albrechtsburg di Meissen, per poi trasferirsi nel nuovo stabilimento di produzione nella valle del Triebisch. La manifattura visse il suo periodo di massimo splendore tra il 1720 e il 1750, legato ai nomi di Johann Gregorius Höroldt (pittura) e Johann Joachim Kaendler (scultura).
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