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Giovanni Battista Piranesi, “Vista dei resti della parte posteriore del pronao del Tempio di Nettuno”. 1778. Giovanni Battista Piranesi, 1720 (probabilmente a Mogliano) – 1778 (Roma) Incisione su carta a mano spessa con filigrana «BRACCIANO» a destra e «Stemma coronato con leoni» (sfocato) a sinistra (Robison n. 59 / 64). Firmata sulla lastra «Cav. Piranesi F.». Foglio XIV della serie «Differentes Vues De Quelques Restes De Trois Grands Édifices Qui Subsistent Encore Dans Le Milieu De L’Ancienne Ville De Pesto autrement. Posidonia qui est située dans la Lucianie», Roma, 1778–1779. In passe-partout dietro vetro, incorniciato in una cornice di pregio, dorata su fondo rosso bolus. WZ Ficacci 865; Focillon 596; Wilton-Ely 731; Hind p. 87. Foglio con bordo acidato e piega centrale verticale; sul retro, resti di un supporto in carta a mano. Sparse macchioline da umidità; nella zona del margine superiore destro, lievi segni di graffi isolati. Sul retro, leggero ingiallimento e sporco. Dimensioni: tavola 47 x 66,3 cm, foglio 53 x 74,7 cm, cartoncino 70 x 87 cm. Giovanni Battista Piranesi 1720, probabilmente a Mogliano – 1778 a Roma Primi studi presso lo zio, l’architetto M. Lucchesi. Ulteriore formazione presso Scalfurotto. Apprese la prospettiva dall’incisore Carlo Zucchi. Giunse a Roma nel 1740 come disegnatore della legazione di Marco Foscarini presso papa Benedetto XIV. Si formò presso Giuseppe Vasi, il primo incisore di vedute di Roma. Nel 1745 aprì una propria bottega, incidendo una serie di piccole vedute romane. A partire dal 1761 pubblicò le sue opere con una propria casa editrice. Lavorò anche come architetto per papa Clemente XIII nel palazzo di Castel Gandolfo. Collezionista di piccoli oggetti d’arte antica. Incise diverse serie di antichità (tra cui Pompei, Cori, Paestum).
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