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Artcurial

213 - MERMOZ Jean

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MERMOZ Jean L.A.S. «Jean», Natal, 21 giugno 1930, alla sua «Mamma adorata»; 4 pagine su carta velina tramite Aéropostale (bordo dell’ultima pagina leggermente sfrangiato). Inutili tentativi di far decollare nuovamente l’idrovolante Comte de La Vaulx dopo la traversata dell’Atlantico meridionale. Spera che la gamba di sua madre stia meglio e che la ritroverà «capace di fare le punte come una prima ballerina!!»… Sua madre ha conosciuto la fidanzata di suo figlio: «Allora… hai visto la mia piccola Gilberte?? Non è forse vero che merita di essere amata come io la amo??»… «E nel frattempo, mi sto mangiando le mani in questo insipido paesino che è Natal. Mi annoio a morte. Che incubo!! A ciò si aggiungono alcuni attacchi di febbre senza gravità, ma che non aiutano certo a bilanciare il mio umore e il nervosismo di questi ultimi giorni… Trentatré tentativi di partenza dall’8 all’11 giugno. Piangevo per l’impotenza. Non sono abbastanza abituato a rinunciare, a rassegnarmi, a non vincere. Finalmente riesco a organizzare la spedizione successiva. Percorro trecento chilometri di costa alla ricerca di un luogo adatto. Trovo uno splendido lago a 60 km da Natal, nell’entroterra… lo organizzo… e poi il colpo di grazia!! Divieto di partenza a causa di rinforzi… insomma, delle sciocchezze. Laurent Eynac se l’è presa, oh! Certo, con delicatezza e rispetto… ma… questo ha fatto la felicità di Daurat!! E ora, sentire Gilberte dall’altra parte, a Parigi, essere costretto ancora a ferirla con queste continue delusioni, mentre tu soffri e sei tornata anche tu a Parigi, il morale è crollato… crollato. Trascino la mia tristezza e la mia inattività per le strade sporche e tetre di Natal… e i giorni, le ore scorrono interminabili». C’è solo un hotel squallido: «le camere non hanno soffitto, piove come fuori, i letti sono pieni di cimici, le formiche si insediano e distruggono le pareti. Così ci siamo trasferiti con il mio navigatore e la mia radio in una villa non arredata ma pulita, per quanto possa esserlo una casa brasiliana. Abbiamo comprato ciascuno un’amaca in cui dormiamo, taniche di benzina che ci fanno da armadi, sedie e tavolo, un ragazzo brasiliano che ci prepara da mangiare, una vecchia Chevrolet che scricchiola e ci porta in città a singhiozzo… non ci neghiamo nulla. […] Insomma, è un accampamento e una miseria nel vero senso della parola!! » E ha «una corrispondenza pazzesca», da 20 a 30 lettere a ogni consegna postale, da tutto il mondo: collezionisti di francobolli, militari, «ragazze che mi chiedono di portarle via, soprattutto americane di Miami in Florida»… Si allega un’altra lettera scritta di proprio pugno «Jean» indirizzata a sua madre (4 pagine in-8 su carta Via Aéropostale): scrive poco e «con la mente annientata, in un torpore stordente». Il clima qui in questo periodo è estenuante, piogge tropicali continue e un caldo sfinente. Tutti si sono ammalati. Io stesso, che ne ero sfuggito, ho avuto tre giorni di febbre a Buenos Aires, dove mi ero recato tra una spedizione e l’altra […] Ho sofferto molto per la morte di Baptiste […] ha avuto comunque una morte meravigliosa nel pieno della giovinezza… nel bel mezzo di un sogno… era troppo buono, troppo bello, troppo puro per meritare di soffrire tutte le schifezze del mondo… È davvero triste per coloro che lascia e che lo amavano. Andrò a trovare sua madre non appena tornerò, sarà la prima visita che desidero fare»… Si allegano anche 2 biglietti firmati «Jean» indirizzati a sua madre (1 p. in-8 ciascuno su carta Via Aéropostale). Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria

Testo tradotto da DeepL.
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martedì 3 novembre
11:00 AM
7, rond-point des Champs-Élysées
75008 Paris, Francia

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