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MERMOZ Jean L.A.S. «Jean», Buenos Aires, 24 aprile 1928, ai nonni GILLET; 3 pagine e mezza in-4 con intestazione Compagnie Générale Aéropostale. Volo notturno Buenos Aires-Rio. Non scrive spesso, avendo «un doppio lavoro, su mia richiesta, tra l’altro […] Da noi l’inverno è appena iniziato. Abbiamo avuto alcuni giorni di freddo alternati a giornate calde. Gli sbalzi di temperatura qui sono molto bruschi, ma ci si abitua in fretta. Gli inverni non sono rigidi in Argentina. Non si vede mai la neve, solo qualche gelata di tanto in tanto. – Inoltre, ora trascorro dieci giorni a Buenos Aires e quattro giorni a Rio de Janeiro, dove il caldo è sempre quasi insopportabile. Ma il luogo è talmente meraviglioso che nemmeno il clima riesce a stancarti. Dal 1° marzo effettuo regolarmente il servizio postale Buenos Aires-Rio e ritorno, due o tre volte al mese. Ho un altro pilota con me ed entrambi garantiamo il servizio in modo continuativo. Quando torno a Buenos Aires, il mio compito non è finito. Devo occuparmi dell’organizzazione e dell’amministrazione in qualità di capo aeroporto. Al momento ho una ventina di meccanici. E tra poco, quando apriranno le linee ausiliarie in Argentina, non mi mancheranno certo le responsabilità. Insomma, me la cavo piuttosto bene. Mi trovo bene con tutti, sia a Rio che qui. Tutti i direttori del gruppo Bouilloux-Lafont mi hanno in grande stima […] Ho avuto la fortuna di portare a termine con pieno successo tutte le mie missioni, nonostante i numerosi guasti e il maltempo persistente. Sono riuscito a compiere quattro volte il tragitto Buenos Aires-Santos in un solo giorno e, di recente, ho appena completato il percorso Rio de Janeiro-Buenos Aires, 2.600 chilometri, in una sola giornata con 13 ore e 10 minuti di volo, battendo il record di Costes che era di 14 ore e 15 minuti. Partito alle 3 del mattino da Rio, alle 6 di sera ero già a Buenos Aires dopo aver consegnato e ritirato la posta in cinque diverse tappe. – La notizia ha fatto molto scalpore qui e in Brasile. Ho inaugurato di mia iniziativa il volo notturno, il che ci fa risparmiare tempo prezioso. Purtroppo, le navi che ci ha fornito il governo francese non valgono nulla. Sono sempre in avaria e poco veloci. Ci vogliono due giorni di aereo da qui a Natal, da otto a dieci giorni in nave da Natal a Dakar e due giorni di aereo da Dakar a Parigi, per un totale di circa 14 giorni, di cui quattro solo per il volo. Si sta studiando un nuovo progetto e si sta mettendo a punto un grande idrovolante per porre rimedio a questa situazione. Dal momento in cui riusciremo a eliminare la nave, saremo salvi. Ma lo sforzo da compiere rimane per ora immenso. Il percorso è difficile. – Venti irregolari, tempeste frequenti e caldo intenso a partire da Porto Alegre. A partire dal Golfo di Santa Caterina, centro inevitabile delle perturbazioni atmosferiche, la foresta vergine si estende senza interruzioni fino a Natal. – In caso di guasto abbiamo solo i lembi di spiaggia dove atterrare. La tappa Santos-Rio è la più dura. Costiere frastagliate, nessuna spiaggia, un numero innumerevole di isolotti, una sorta di blocchi rocciosi ricoperti di boschi. La foresta vergine, un groviglio inestricabile di palme, liane e legni pregiati, si spinge quasi fino al mare. Insomma, sono due ore, magnifiche e angoscianti, da affrontare. È meravigliosamente bello, ma un guasto sarebbe rischioso. Da Rio in poi, sempre foresta vergine, ma con spiagge un po’ ovunque. Gli abitanti, mulatti o indigeni, non sono particolarmente pericolosi. Vivono in misere capanne, nutrendosi esclusivamente di pesce e banane durante tutto l’anno. La lebbra ne fa scomparire moltissimi o, per lo meno, ne rende molti invalidi. State tranquilli, non ci avviciniamo a loro. In caso di avaria forzata, dormiamo nell’aereo e, dato che portiamo sempre con noi acqua e provviste di riserva, non abbiamo alcun contatto con loro. […] Quest’anno mi è piovuta addosso una valanga di riconoscimenti. Abbastanza per allestire un museo! Tre medaglie: una in vermeil dell’Aéro-Club de France per i servizi resi all’aviazione civile e per il raid Tolosa-St. Louis, un’altra in vermeil della città di Tolosa, un diploma con medaglia d’argento della Società per la promozione del progresso per la mia carriera nell’aviazione commerciale, e un trittico di bronzo della Direzione Generale dell’Aeronautica per commemorare il primo collegamento Francia-Senegal senza scalo da noi realizzato in ottobre. […] «la collezione non si fermerà certo qui»… Corrispondenza, n. 138. Si allega un telegramma del 1° gennaio 1928, con gli auguri ai nonni. Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria
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