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MERMOZ Jean Lettera autografa «Mermoz», Casablanca, 17 giugno 1927, indirizzata ai nonni Gillet; 2 pagine in-4 e 2 pagine in-8 scritte con inchiostro blu. Resoconto della sua spedizione alla ricerca dei resti dei suoi compagni massacrati dai Mori. Il lunedì di Pentecoste, «sono riuscito, con l’autorizzazione del governo spagnolo che me l’aveva negata più volte negli ultimi sette mesi, a recarmi a 140 km. da Juby, proprio nel luogo in cui furono attaccati i nostri compagni Gourp, Érable e il meccanico Pintado. Intendevo riportare i loro resti, poiché la madre di Érable aveva chiesto tante volte al governo spagnolo di restituirle il figlio, senza successo. Purtroppo dei corpi non era rimasto nulla, se non la loro impronta... Iene e sciacalli avevano divorato tutto... Ho ritrovato solo una ciocca di capelli di Érable nel punto in cui si trovava la sua testa, un pezzo della sua camicia e uno dei suoi calzini. Ho avuto appena il tempo di portare via queste reliquie, prima che arrivassero i mori. Le ho spedite a sua madre insieme a una lettera. Almeno avrà qualcosa di lui. Ci tenevo molto a farlo, dovevo farlo; la casa non me ne ha fatto una colpa, sebbene l’avessi fatto di mia iniziativa. Ho fatto alcuni regali al fratello del sultano della Mauritania, un capo religioso molto influente. Recentemente mi ha portato una lettera recante il suo sigillo, nella quale mi definisce suo amico, mi prende sotto la sua protezione e minaccia di rappresaglie e della maledizione di Allah qualsiasi moro che volesse attentare alla mia vita o trattarmi male. La maggior parte dei mori non sa leggere, ma l’interprete che ci accompagna può fungere da intermediario. Insomma, ho ottenuto ancora una volta una garanzia di sicurezza piuttosto consistente. Purtroppo, non ha voluto concederne una simile ai miei compagni»… Corrispondenza, n. 117. Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria
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