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MERMOZ Jean 2 lettere autografe «Jean» e «Mermoz», Casablanca, 8 marzo e 10 aprile 1926, indirizzate ai nonni GILLET; 4 e 6 pagine, formato piccolo in-4. Sulla tappa di Casablanca e sul progetto di un raid. 8 marzo. È a Casablanca da sei giorni: «È proprio come in Francia, e poi c’è sempre bel tempo, a parte la nebbia che c’è al mattino […] Al momento faccio il percorso Casa-Rabat-Tangeri-Malaga e ritorno in giornata, poi, il giovedì e la domenica, vado a Fez e presto farò anche viaggi a Dakar. Insomma, Casa mi piace. La vita qui è intensa, superficiale e poco complicata. La maggior parte di chi ci vive sono uomini di carattere che lavorano molto e si divertono molto. Tutti si conoscono e non serve fare psicologia. Nessuno ignora nulla dell’altro e viceversa. Raramente ho visto una città in cui ci siano così pochi pregiudizi e tanta franchezza. Davvero simpatica». È in albergo, ma andrà a prendere una stanza in città: «Affitterò qualche mobile marocchino a buon prezzo e mi sistemerò una “casa” confortevole, anche se temporanea». Spera di trovare una situazione migliore quest’anno: «Credo che dovrò rinunciare al raid che avevo previsto. Quest’anno ci saranno tre grandi case automobilistiche, con i loro piloti naturalmente, pronte a sfidarci. Ne avevamo trovata una con il mio compagno, ma l’aereo, dotato di un solo motore e non avendo ancora dato prova di sé, non ci ha ispirato fiducia. È inutile intraprenderlo senza avere grandi possibilità di successo. Non servirebbe assolutamente a nulla, e rischiare la vita solo per il piacere non è uno scopo»… 10 aprile. «Abbiamo avuto 10 giorni di maltempo dal 20 al 30 marzo, l’equinozio di primavera. Lavoro duro, naturalmente, e la traversata dello stretto non è stata molto piacevole, ma raramente impossibile, nonostante tutto. Ora il cielo è meraviglioso e i viaggi sono di tutto riposo. Non mi fermo mai. Ho fatto 21 viaggi dal 20 marzo, uno al giorno (due compagni hanno lasciato casa). […] Sto benissimo nonostante la stanchezza di questi ultimi giorni. Il mio lavoro viene prima dei miei divertimenti perché lo amo di più e, quando è intenso, mi organizzo una vita regolare, il che mi permette di fornire uno sforzo continuo senza sovraccaricarmi e di raggiungere livelli di resistenza che quasi tutti i piloti di linea non sono mai riusciti a raggiungere. È semplicemente una questione di volontà. Che la nonna stia tranquilla. Non sono un assiduo frequentatore di locali da ballo e mi annoio a morte quando mi capita di andarci. Vado al mare mattina e sera, vado a cavallo, pratico la scherma e un po’ di atletica leggera. Ho affittato una stanza in città che ho arredata con tappeti marocchini. Mi trovo bene lì e preferisco trascorrervi le mie serate; vi ricevo amici maschi e, a volte... anche femminili! Oppure leggo; insomma, non mi annoio. […] Casa è una città elegante. In Marocco ci sono angoli molto belli e passeggiate incantevoli. Probabilmente comprerò un’auto (se almeno passerò l’estate qui) e andrò a visitare Marrakech, Agadir, Meknès e Fez (che conosco già, poiché ci vado due volte alla settimana come corriere). Sono stato una volta a Rio de Oro sulla linea di Dakar. […] L’Aéro-Club mi ha comunicato che riceverò una medaglia d’argento per il 1925 […] La mia candidatura per il nastro rosso è ancora valida, ma non credo di ottenerlo quest’anno, essendo uno dei piloti di linea più giovani; sicuramente però l’anno prossimo»... Corrispondenza, nn. 80 e 84. Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria
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