Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.
The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.
Le iscrizioni sono chiuse per questa vendita. Non è possibile fare offerte.
Gli importi convertiti sono forniti solo a scopo informativo. Solo la valuta determinata per la vendita dalla casa d'aste è vincolante. È possibile selezionare una valuta diversa dalla pagina “Preferenze” nel proprio profilo.
Spese comprensive delle commissioni della casa d'aste e della piattaforma. Per maggiori dettagli, si prega di consultare le Condizioni Generali di Vendita della casa d'aste.
MERMOZ Jean 8 lettere autografe «Jean» (una «Mermoz»), gennaio-febbraio 1925, alla sua «Mamma cara»; 10 pagine in-4 e 11 pagine in-8, 3 intestazioni della Nueva Pensión Frascati e una dei Grands Cafés di Tolosa. Sulle rotte spagnole, da Barcellona a Casablanca. Barcellona. 16 gennaio. «Eccomi a Barcellona definitivamente, almeno fino alla creazione di Dakar. Nonostante tutto, potrei restare qui un anno e ne sarei felice perché potresti venire a trovarmi quest’estate. Sono in una pensione con uno dei miei compagni. Siamo solo tre piloti; il che significa che farò due tappe ogni tre giorni, ma non più in Francia, bensì verso Alicante-Malaga. Lo stipendio non è meno di 3.000 al mese, da 3.000 a 3.500. Comincia a diventare interessante»… – 24 gennaio: «Sono appena tornato da Malaga e ho un giorno di ferie. […] Le cose vanno sempre alla grande, mi trovo bene a Barcellona, che è una città molto bella. […] Volo molto, il che non mi dispiace affatto; insomma, spero che le cose continuino ad andare così bene. […] non preoccuparti, mia cara mamma. Innanzitutto non mi succederà nulla perché sono sempre molto prudente e tengo a fare vecchia età nell’aviazione»… Tolosa, 26 gennaio. «Oggi torno da Casablanca dopo un volo di convoglio. Lo stesso giorno in cui sono arrivato mi hanno spedito a Casa. […] Il direttore mi ha comunicato che, in quanto pilota che ha percorso in Francia il maggior numero di chilometri nell’anno (120.000 km in 800 ore di volo), ero stato candidato alla medaglia d’oro dell’Aéro-Club. Poi mi ha offerto un posto come capo pilota di scalo sulla linea di Dakar; l’ho rifiutato sostenendo che, finché mi fosse stato possibile esercitare la mia professione, l’avrei preferita a qualsiasi incarico onorifico e gli ho semplicemente chiesto di mandarmi lì come pilota, cosa che mi ha promesso. Nel frattempo, stasera parto per Barcellona per un mese o due»… Barcellona, 30 gennaio: «Non preoccuparti, va quasi tutto bene e tra qualche giorno vedrò un medico. Barcellona è una piccola Parigi e ci sono trentamila francesi. Come vedi, non mi sento troppo spaesato. Sono in un’ottima pensione, si mangia benissimo; ho ottocento franchi di pensione al mese. È piuttosto costoso, ma per la Spagna non lo è affatto, perché si paga in pesetas […] Al momento faccio quattro tappe alla volta e mi riposo tre o quattro giorni, il che fa sì che non sia troppo faticoso. Indipendenza assoluta. Non ci presentiamo mai al campo, che dista 20 km dalla città. Purché siamo pronti a partire quando serve, non ci viene chiesto altro. Guadagno circa 3.000, a volte di più, il che mi permette di mettere da parte dai 1.000 ai 1.500 franchi al mese»... – 4 febbraio. « Abbiamo molto lavoro in questo periodo […] Andrà ancora peggio; un compagno partirà in licenza tra qualche giorno e saremo in tre a garantire il servizio». Non è ancora guarito del tutto (dalla gonorrea), gli viene consigliata l’elettroterapia… – 11 febbraio. Rientra da Malaga e ringrazia sua madre per avergli mandato delle camicie, di cui fa sistemare i colli dalla cameriera; parla dei suoi abiti. – 18 febbraio. «Non ho più un attimo di riposo. Sono tornato da Malaga stasera abbastanza stanco da pensare solo a una cosa: mangiare e andare a letto. Un commilitone è partito in licenza e tutto il nostro servizio è scombussolato perché dobbiamo fare finta che sia qui; così sono fuori tutti i giorni e, per così dire, non sono più a Barcellona. Insomma va bene, è una bella fatica nonostante tutto e che ripaga. […] Se solo avessimo bel tempo! Ma tutto va a rotoli, una tempesta dopo l’altra, e quando si sta in volo a volte per 7 ore, sballottati come un fuscello, ti assicuro che la sera si dorme bene»... – 23 febbraio. Sono rimasti solo in due a garantire il servizio, «il che fa sì che torniamo a Barcellona per ripartire a volte un’ora dopo e passare l’intera giornata lassù. In effetti, non mi preoccupo troppo […] mi sarebbe difficile ingrassare in questo momento con questo continuo superlavoro, ma mangio come quattro persone e sarà solo per un po’. […] Qui ho ottimi compagni e poi, vedi, non ho tempo di annoiarmi molto, anche senza distrazioni»… Corrispondenza, nn. 33, 34, 36, 37, 38, 40, 41. Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata nella famiglia per via ereditaria
La spedizione è facoltativa. Potete utilizzare un corriere di vostra scelta. Il prezzo indicato non include il prezzo del lotto o le diritti della casa d'aste.