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MERMOZ Jean 6 lettere autografe «Jean» (2 «Mermoz»), ottobre-dicembre 1924, indirizzate ai nonni GILLET; 20 pagine in-8 o in-4 (la quinta scritta con inchiostro rosso con l’intestazione del Café Restaurant Jacinto Marti) I suoi esordi presso Latécoère. 15 ottobre. «Eccomi a Tolosa. Sono stato accolto bene, ma conto di restare qui almeno un mese. La Compagnia sta stipulando un’assicurazione per me […] e devo attendere il ritorno dell’autorizzazione da parte dell’assicurazione per poter volare. […] poi svolgo un tirocinio (siamo cinque nuovi piloti) presso le officine di assemblaggio dei motori e degli aeromobili per alcuni giorni; poi anche il viaggio Tolosa-Casablanca-Tolosa per ricognire la rotta; dopo questo viaggio sarò assegnato a una tratta a Casablanca o in Spagna. […] Credo che il futuro non si prospetti male. Ho la volontà e questo è già molto»… – [26 ottobre]. «Continuo il mio tirocinio nelle officine. È molto interessante. Conosco il motore pezzo per pezzo e ci sono un sacco di cose nella costruzione che ignoravo. Lo stabilimento impiega tra gli 800 e i 900 operai. Si produce un velivolo militare completamente equipaggiato al giorno, due velivoli civili e da quindici a venti motori. […] Ho effettuato otto voli di prova»… 1° novembre. «Poiché l’aereo di posta era rimasto in avaria a Perpignan, sono andato a prenderlo con un altro velivolo. Dobbiamo essere presenti ogni giorno, salvo dispensa, all’aerodromo. […] Effettuo prove sui velivoli ogni giorno; ora sono molto ben visto e ho ottime valutazioni. Arrivo sempre puntuale […] Probabilmente rimarrò definitivamente nella Compagnia. È sicuramente quella che ha più futuro al momento»… – 24 novembre: «Ho iniziato le mie tratte su Tolosa-Perpignan-Barcellona, tanto che comincio ad avere un po’ più di lavoro. Ho goduto di un tempo splendido durante tutto il viaggio di andata e ritorno a Casablanca. Ho visitato in successione Barcellona, Alicante, Malaga, Gibilterra, dove ho avuto la gioia inaspettata di assistere a un’alba sullo stretto sopra un mare di nuvole come non ne avevo mai visto, nemmeno in Siria. Mi sono fermato in successione a Tangeri, Larache, Rabat e infine a Casablanca, che è una città stupenda e molto francese. […] Ora il lavoro comincerà a diventare più duro; cinque ore di volo in condizioni meteorologiche spesso fuori dal comune. La nebbia è il nostro grande nemico in volo ed è presente quasi quotidianamente; abbiamo inoltre i venti di autan, che sono molto fastidiosi in fase di atterraggio»… Barcellona, 16 dicembre. «Sono arrivato a Barcellona questa mattina; i veterani della tratta si sono presi delle ferie, tanto che al momento sono in volo due giorni su tre, con una media di cinque ore al giorno; ultimamente ho persino totalizzato otto ore di volo in una sola giornata. Partito da Tolosa alle 6:30 sono arrivato ad Alicante all’1:30; vi assicuro che ho dormito bene una volta arrivato. Il tempo è pessimo, c’è molta nebbia, il che a volte ci costringe a volare per una o due ore rasoterra. Piove spesso; abbiamo avuto la neve e i venti non sono dei migliori a Perpignan. Insomma, è solo questione di abitudine e di allenamento. È il mestiere che lo richiede e sono ben lungi dal lamentarmene, perché è così bello quando si incontrano delle difficoltà e si riesce a superarle»… – 31 dicembre. «Ecco un anno che volge al termine. Ne rinasce un altro ed è la legge eterna della nostra vita. Il mio cuore non è cambiato. […] Vorrei anche che foste contenti di me. Forse non vi ho sempre dato le soddisfazioni che vi aspettavate da me, lo so. Ma probabilmente una forza superiore mi guidava verso aspirazioni ben diverse dalle vostre. […] Spero… e desidero che arrivi un giorno in cui possa finalmente dimostrarvi che, con volontà, perseveranza e, se necessario, un po’ di spirito di sacrificio, sono riuscito a farmi strada e a diventare un uomo nel vero senso della parola»… Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria
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