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MERMOZ Jean 11 lettere autografe (di cui una incompleta), febbraio-dicembre 1921, indirizzate ai nonni GILLET a Mainbressy; 36 pagine in-8 o piccolo in-4, tra cui una cartolina con indirizzo su carta intestata della Scuola di Istres. Interessante corrispondenza sulla fine del suo apprendistato come pilota militare e sul suo incarico presso l’aeronautica militare del Levante. Istres, 17 febbraio: racconta le vicissitudini incontrate per ottenere il brevetto: «Durante il mio primo volo, al momento di atterrare a Nîmes, un guasto al motore mi ha costretto a scendere […]. Sono scivolato sull’ala e sono precipitato. Aereo distrutto, un dente rotto»; il giorno dopo, il maestrale; durante il secondo volo, un guasto al motore, e i guai continuano: raffiche di vento, l’aereo che si impenna, tempo terribile, ecc. (manca la fine). Metz-Frescaty, 22 maggio. Ha lasciato Istres ed è «Caporale Pilota dell’11° reggimento di bombardamento, 7ª squadriglia»... «Qui mi attendevano grandi delusioni: non ho nessuno dei vantaggi che pensavo di avere. Non volo quasi mai; non ci viene data alcuna considerazione. Mangio con le reclute […] Oltre a ciò, è un ambiente militare, è tutto molto rigido; pensate che al momento a Metz ci sono 32 reggimenti. […] Potrebbe darsi che parta per l’Oriente da un momento all’altro. Non mi conviene restare perché, ammesso che voglia rimanere nell’Aviazione civile, mi servono almeno 200-300 ore di volo. E qui mi ci vorrebbero 10 anni per accumularle»… Pont Saint-Esprit, 19 agosto. Sta per imbarcarsi a Marsiglia alla volta di Beirut: «Mi sento sempre altrettanto coraggioso all’idea di partire per quella destinazione; l’ignoto non mi spaventa e, del resto, non ha nulla di angosciante»… Beirut, 19 settembre. Racconta il suo viaggio in nave e il suo arrivo a Beirut: fa molto caldo ma gli piace: «Non rimpiango la mia decisione, tutt’altro; finora non ho avuto alcuna delusione, perché non mi ero fatto alcuna illusione»… Saïda. – 25 settembre. Aspetta di andare a «riconoscere le zone pericolose e quelle non pericolose, poi da lì partirò verso i teatri delle operazioni di guerra. Dobbiamo portare a termine una o due missioni e superarle con successo prima di essere nominati sottufficiali. […] Qui è la campagna, pietre e cardi bruciati ovunque. Di tanto in tanto si intravede una carovana di cammelli che si dirige lentamente verso San Giovanni d’Acri o Gerusalemme»… – 20 ottobre. Ha terminato l’addestramento e deve partire per Palmira: «Ora ho il mio aereo tutto per me e il mio meccanico; ne sono felice perché è un primo passo verso la libertà personale»… – 5 novembre. «Il mio “taxi” è equipaggiato e armato dalla testa ai piedi; anche lui attende con filosofia gli eventi. Nel frattempo, dato che qui sono solo, volo tre ore al giorno. Ho già sorvolato Tiro, San Giovanni d’Acri, insomma sono davvero felice»; ha potuto assistere a un matrimonio maronita in montagna… Palmira. – 4 dicembre. Impossibile volare, tanto era brutto il tempo; ha appena bevuto la sua «quarta caraffa a quaranta km da Palmira; il motore ha preso fuoco; per fortuna sono riuscito ad atterrare senza problemi. […] Sono riuscito ad avvisare la squadriglia tramite piccioni viaggiatori, ma ho trascorso quella fatidica notte in campagna» e sono venuti a prenderlo… – 5 dicembre. «Molti ci ammirano, ma in realtà è solo una questione di allenamento, di abitudine e di un po’ di sangue freddo ed energia. Non si pensa nemmeno per un minuto a un possibile incidente. Ci si sale dentro come su una bicicletta». In caso di maltempo «è una vera e propria lotta tra il pilota e l’aereo. Si riesce sempre a dominarlo». Conducono una guerra di guerriglia: «Il nostro lavoro, noi piloti, consiste nello scovare gli accampamenti dei beduini, mitragliarli, proteggere le colonne in marcia, fare da collegamento tra queste colonne, bombardare i villaggi e le carovane. Questa è la guerra d’Oriente». Dormono all’addiaccio, mangiano carne di cammello e tutto è ricoperto di sabbia… – 12 dicembre. Vola meno e dovrebbe tornare in Francia tra 72 giorni; è stato assegnato «a Nancy per i bombardamenti notturni su Goliath e Farman bimotore. Ne sono contento»… Damasco, 24 dicembre. Affettuosa lettera di auguri, prima di portare la cena della vigilia ai suoi compagni… Si allega una cartolina postale a.s. raffigurante la «Styria» – nave da crociera interalleata, per mandare un bacio ai nonni al momento della partenza, 9 settembre (a matita). Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria
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