Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.
The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.
Le iscrizioni sono chiuse per questa vendita. Non è possibile fare offerte.
Gli importi convertiti sono forniti solo a scopo informativo. Solo la valuta determinata per la vendita dalla casa d'aste è vincolante. È possibile selezionare una valuta diversa dalla pagina “Preferenze” nel proprio profilo.
Spese comprensive delle commissioni della casa d'aste e della piattaforma. Per maggiori dettagli, si prega di consultare le Condizioni Generali di Vendita della casa d'aste.
MERMOZ Jean 31 lettere autografe «Jean» (3 «JMermoz»), Aurillac, gennaio-settembre 1917, alla sua «carissima mammina»; circa 120 pagine in-8 e in-12; alcune lettere con inchiostro sbiadito. Lettere dal liceo di Aurillac. Si trova ad Aurillac con i nonni (che compaiono in 5 lettere), dove frequenta il liceo. Sopporta male la separazione dalla madre (rimasta inizialmente nella zona occupata nel Nord, poi inviata come infermiera all’ospedale di Nizza) e vive nell’attesa delle sue lettere e dei loro incontri; segue tuttavia gli eventi della guerra, soprattutto nel Nord, e riflette sul proprio futuro. Scrive spesso alla sua «carissima mamma» e soffre nel sapere che lei è «rimasta laggiù con i crucchi»; redige l’elenco dei soldati originari di Mainbressy con la loro destinazione… «Sai che anch’io sono quasi un soldato. Ho iniziato l’addestramento militare perché ho quindici anni» (18 gennaio). La lontananza da sua madre gli pesa e la supplica di raggiungerlo, richiesta sostenuta dai nonni che scrivono a loro volta. Non è stato ammesso al concorso per le borse di studio e rassicura la madre riguardo alla sua preparazione militare: «Ci stiamo preparando al mestiere di soldato, è vero, ma la guerra dovrebbe durare ancora ben due anni, cosa che, spero, non accadrà. Abbiamo fatto grandi progressi in questi giorni. Folembray sarà senza dubbio presto liberata» (28 marzo). «Ecco Folembray liberata. Non è che un’altra rovina che si aggiunge alle altre. Che razza maledetta quella dei tedeschi! Ma attenzione, gliela faremo pagare cara» (2 aprile). Si preoccupa per la salute di sua madre e la rassicura sulla propria: «Quando mi vedrai, credo proprio che non mi riconoscerai, nemmeno dalla voce. Ho fatto diversi anni di ginnastica e ho temprato il corpo e gli arti » (29 aprile). Pensa al suo futuro e prende in considerazione l’Arts et Métiers: « Dovrò entrare entro il prossimo anno in una scuola pratica, cioè professionale. Credo proprio che sceglierò questo mestiere» (4 maggio). Fa il conto dei morti: «soprattutto del Liceo durante l’attacco a Reims. Ieri altri due che conoscevo bene. Sono stato in classe con loro al liceo per due anni. Avevano 17 anni e 17 anni e mezzo. Altri due che si aggiungono agli altri! Ci sono già 8 insegnanti uccisi e 43 studenti ed ex studenti». Racconta di come il comandante della gendarmeria, sgradevole e «spaccone», sia stato «picchiato a sangue» (20 maggio). Le vacanze si avvicinano e chi ha più di 16 anni sarà mobilitato nelle retrovie; «Ma è molto probabile che mi arruolerò e ci manderanno in squadre. Perché non è il momento di stare con le mani in mano quando si vede in che situazione si trova la Francia» (24 giugno). Interroga i rimpatriati dal Nord: «Non è il momento di cedere in Francia perché i tedeschi sono allo stremo. […] Quello che è certo è che molti soldati si rifiutano di marciare. Sembra che il 17° corpo d’armata si sia rifiutato di attaccare e abbia ucciso tutti i propri ufficiali. Mia zia ci ha scritto che i soldati si sono ribellati a Château-Thierry e hanno distrutto tutto alla stazione»… (24 giugno). Si avvicina la cerimonia di premiazione: «Credo di avere ben cinque menzioni d’onore e il primo premio di Francese-Saggio»; ma non vuole continuare il liceo: «Quando vedo ragazzi in forma che stanno per sostenere la maturità e che camminano curvi, mi fa schifo. Preferisco conservarmi la salute piuttosto che fare quei lavori d’ufficio»… (1° luglio). Gli studi non lo attraggono molto ed è deciso a non proseguire il liceo; «Ingegnere pratico, questo era il mio sogno»; si rammarica di non essere entrato in una scuola professionale: «Sono abbastanza abile; innanzitutto mi piace molto e ho delle attitudini, come mi dicevano i miei professori di Hirson» (8 luglio). Trascorre le vacanze facendo gite in bicicletta e nuotando nella Jordanne, e si occupa dei rifugiati presso la Prefettura: «Dato che sono intraprendente, mi mandano a guidare i convogli» (22 luglio)… Ecc. Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandato in famiglia per via ereditaria
La spedizione è facoltativa. Potete utilizzare un corriere di vostra scelta. Il prezzo indicato non include il prezzo del lotto o le diritti della casa d'aste.