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LAWRENCE (T[homas]. E[dward]., detto Lawrence d’Arabia) Miranshah, India [odierno Pakistan], 22 luglio 1928. Lettera autografa firmata «T. E. Shaw» indirizzata a Herbert. 2 pagine in-12 (17,3 x 10,8 cm). Divertente lettera in cui Lawrence chiede fondi per sé e per il caporale Jack Easton. «Non sappiamo chi sia attualmente il responsabile delle paghe a Peshawar, sappiamo solo che si tratta di una figura temporanea, poiché il caporale Smith è assente. Potrebbe gentilmente consegnare questa nota nelle sue mani e pregarlo di fare del suo meglio per riempire le nostre tasche? Non c’è fretta: quando effettuerà il prossimo trasferimento di denaro, Nel mio caso, vorrei che diventasse una regola fissa: non permettere alcun accumulo di fondi. Posso fare un uso molto migliore del denaro rispetto al governo dell’India». Nel 1925, sotto il nome di «Shaw», si arruola nel Royal Tank Regiment. Durante il suo incarico a Miranshah, in India, approfitta di questo periodo per scrivere *La Matrice*, racconto dei suoi anni nella Royal Air Force, nonché una traduzione dell’*Odissea* di Omero. Avendo come occupazione principale la scrittura, chiede al suo interlocutore notizie della sua macchina da scrivere, poiché quella vecchia era difettosa: «La “E” di questa ha preso l’abitudine di saltare fuori […] saltellava su tutto il tavolo come un salmone in primavera prima che mi venisse in mente l’idea della gomma arabica». Dà alcune notizie sulla città, segnalando sarcasticamente che «Miranshah è in fermento: sulle colline a sud-ovest è in corso un’operazione morale. La morale è la nostra, ovviamente». Aggiunge in un post scriptum, in tono ancora più pungente: «“Se ‘pay’ non dà retta al tuo fascino, fammelo sapere, e manderemo dei ‘funzionari’”». Poco dopo questa lettera, nel settembre 1928, un articolo del New York Times titolava che il colonnello Lawrence si sarebbe spacciato per «un santo musulmano», spiando gli agenti bolscevichi in India. Sebbene questa voce non fosse stata provata, alcuni detrattori sottolineavano l’assurdità del fatto che il colonnello Lawrence fosse stato inviato in una zona ostile, sotto uno pseudonimo (Shaw) e con un grado inferiore. Il New York Times sollevò, in tono umoristico, l’ipotesi che si trattasse semplicemente di una «eccentricità» da parte del colonnello Lawrence, desideroso di godersi «il clima più salubre di Amritsar». Il governo inglese respinse le accuse, ma richiamò Lawrence in Inghilterra alla fine del 1928. Alcuni strappi inevitabili nelle pieghe, lievi macchie di ossidazione.
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