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GINO SINIGAGLIA 1937 Mosca - 1997 ibid. “LET’S HAVE A BLAST!” Datata 1972. Olio, inchiostro, assemblaggio su tela incollata su cartoncino. 50 x 70 cm. Firmato in cirillico in basso a destra «G.S.». Sul retro: firmato in cirillico e datato. Quest’opera è un esempio caratteristico degli assemblaggi di Sinigaglia, in cui oggetti storici vengono riuniti per formare una nuova composizione associativa. Qui l’artista combina tre banconote dell’Impero russo da 50 rubli (1899), 25 rubli (1909) e 3 rubli (1905), un menu del ristorante «Ermitage» (San Pietroburgo, 1910) – simbolo del tramonto dell’Età d’Argento, dove cenavano Cechov, Dostoevskij e Čajkovskij – quattro carte da gioco e un nastro, uniti da un’iscrizione gergale provocatoria e ironica, che trasforma la nostalgia in critica. una scritta provocatoria e ironica in gergo colloquiale, che trasforma la nostalgia in critica Gino Sinigaglia – un avanguardista russo-italiano, membro del gruppo «21 Moscow Artists» e rappresentante della scena artistica non ufficiale di Mosca del dopoguerra sovietico. Dopo gli studi, sviluppò un linguaggio artistico espressivo indipendente dal Realismo Socialista e partecipò a numerose mostre clandestine, tra cui la leggendaria «Mostra Bulldozer» del 1974. Si definiva un artista-archivista, incollando nelle sue opere autentici reperti storici che aveva conservato durante il periodo sovietico, mettendo a rischio la propria libertà. Cinque dipinti di Gino Sinigaglia fanno parte della collezione del Museo d’Arte Moderna di Mosca (MMOMA), che egli conservò durante il periodo sovietico a rischio della propria libertà. Cinque opere di Gino. Provenienza: Archivio Gino Sinigaglia. GINO SINIGAGLIA 1937 Mosca - 1997 ibidem «LASST ES KRACHEN!» Datato 1972. Olio, inchiostro di china, assemblaggio su tela marouflée su cartone. 50 x 70 cm. Firmato in cirillico in basso a destra «G.S.». Retro: firmato e datato in cirillico. L’opera è un assemblaggio caratteristico di Sinigaglia, in cui oggetti storici vengono combinati in una nuova composizione associativa. Qui l’artista riunisce tre banconote zariste da 50 rubli (1899), 25 rubli (1909) e 3 rubli (1905), un menu del ristorante «Ermitage» (San Pietroburgo, 1910) – simbolo della fine dell’Età d’Argento, in cui furono ospiti Cechov, Dostoevskij e Čajkovskij –, quattro carte da gioco e un fiocco. Il tutto è tenuto insieme da una scritta provocatoria e ironica in gergo colloquiale, che trasforma i ricordi nostalgici in una riflessione critica. Gino Sinigaglia – artista d’avanguardia italo-russo, membro del gruppo «21 artisti di Mosca» e rappresentante della scena artistica non ufficiale moscovita del dopoguerra sovietico. Dopo gli studi, sviluppò un linguaggio figurativo espressivo, indipendente dal Realismo Socialista, e partecipò a numerose mostre underground, tra cui la leggendaria “Mostra Bulldozer” del 1974. Si definiva un «artista-archivista» e integrava nelle sue opere autentici reperti storici, che aveva conservato durante il periodo sovietico mettendo a rischio la propria incolumità. Cinque opere di Gino Sinigaglia fanno parte della collezione del Museo d’Arte Moderna di Mosca (MMOMA). Provenienza: Archivio Gino Sinigaglia.
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