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RONSARD (Pierre de). Le opere di Pierre de Ronsard, gentiluomo di Vandoise, principe dei poeti francesi, riviste, ampliate e corredate di commenti e osservazioni. Parigi, Nicolas Buon, 1623. Due volumi in folio, rilegatura del XVIII secolo in pelle di vitello marmorizzata, dorso decorato con titoli in marocchino rosso e numerazione dei volumi in marocchino nero, tre filetti dorati sui piatti con stemma al centro, tagli rossi. Quattordicesima edizione collettiva e di gran lunga la più bella delle opere di Ronsard. Questi due splendidi volumi «hanno sempre suscitato, dice Jean-Paul Barbier (Ma bibliothèque poétique, tomo II), l’ammirazione dei bibliofili, nonostante la loro data tardiva e sebbene non contengano nulla di inedito». L’edizione è stata curata da Philippe Galland, nipote e successore di Jean Galland nelle cariche di preside del collegio di Boncourt e di «custode della tradizione ronsardiana», il quale conservò l’Epistola dedicatoria al re Enrico III scritta da suo zio per l’edizione del 1587. Rispetto alle precedenti, questa edizione è arricchita dai commenti di Pierre de Marcassus e soprattutto di Claude Garnier (in particolare sui Discorsi sulle miserie di questo tempo), coadiuvato da Robert III Estienne. La bellissima illustrazione del volume è composta da un magnifico frontespizio inciso al bulino da Léonard Gaultier, ripreso dall’edizione del 1609 e qui in seconda versione, dal ritratto di Marc-Antoine Muret inciso su legno, del doppio ritratto di Ronsard e Cassandra inciso su rame da Claude Mellan, del ritratto di Nicolas Richelet, commentatore dei Sonetti e delle Odi, inciso su rame da Picquet, nonché di diversi ritratti a medaglione dei grandi personaggi dell’epoca di Ronsard, anch’essi incisi su rame. Questi ultimi ritratti sono dieci in tutto, di cui sei incisi da Thomas de Leu, uno da Aubry, gli altri tre non firmati, raffiguranti le effigi di Enrico II; Carlo IX; Enrico III; Francesco, duca d’Angiò; Enrico di Lorena, duca di Guise; Anna di Joyeuse; Maria Stuarda; il duca d’Epernon; Francesco II; Caterina de’ Medici. A differenza di quelli di Ronsard-Cassandre e di Richelet inseriti nel testo, questi ritratti politici sono stati tutti stampati sul retro bianco di fogli stampati solo sul recto, quello del duca d’Epernon figura addirittura su un foglio supplementare, per il resto completamente vergine, aggiunto dopo la stampa al quaderno LLLll (tra i fogli LLLll3 e LLLll4 nell’esemplare Barbier). Questo metodo di produzione in due fasi spiega senza dubbio le omissioni o le varianti che si riscontrano nella grande maggioranza delle copie, poiché la presenza congiunta dei dieci ritratti risulta, secondo le nostre ricerche, estremamente rara. È così che il ritratto di Enrico III (pagina 680) non figurava né nell’esemplare di James de Rothschild, oggi conservato alla Bnf (pelle di vitello antica), né in quello di Hector de Backer venduto nel 1925 (marocchino di Capé), né in quello di Bordes de Fortage (marocchino di Chambolle-Duru); questi ultimi due sono citati da Tchemerzine (Bibliografia delle edizioni originali e rare di autori francesi), il quale, peraltro, non menziona questo ritratto (dimenticanza sanata da Lucien Scheler nelle sue correzioni). Il magnifico esemplare in marocchino armatato d’epoca della collezione Jean-Paul Barbier non contiene il ritratto di Carlo IX. Diversi esemplari apparsi più recentemente sul mercato erano descritti con soli nove ritratti (ovvero undici aggiungendo quelli di Ronsard-Cassandre e di Richelet): è il caso, in particolare, del bellissimo esemplare in marocchino d’epoca venduto da Alde il 6 maggio 2011 (aggiudicato a 38.000 €) o ancora dell’esemplare della collezione Jules Renard in marocchino di Capé (Drouot, 3 marzo 2015). A differenza dei pochi esemplari provenienti da grandi collezioni che abbiamo appena citato, il presente esemplare contiene tutti i ritratti inseriti nel testo, ma è stato omesso, verosimilmente fin dall’origine (non vi è alcuna traccia evidente di cancellazione), di allegare il foglio supplementare contenente il ritratto del duca d’Epernon, che quindi qui non figura (ricordiamo che tale foglio non rientra nella numerazione dei fogli ed è stato quindi aggiunto in un secondo momento). Splendida copia, rilegata con grande eleganza in Francia nel XVIII secolo in pelle di vitello marmorizzata lucida con lo stemma del conte danese Johann-Hartwig-Ernst Bernstorff (1712-1772). Questo brillante diplomatico, nominato ministro degli Affari esteri nel 1751, aveva soggiornato a Parigi come inviato straordinario del re di Danimarca nel 1747. L’esemplare è conservato in perfette condizioni di freschezza. Molto raro in questo stato di conservazione. Firma di A. Damien sul primo foglio di guardia; ex libris e timbri di una biblioteca russa sul primo foglio del volume I e sul frontespizio del volume II. Acquistato da Émile Rossignol nel 1950.
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