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40 - [INGRESSO DI ENRICO II A PARIGI]. Questo è l’ordine che è stato osservato in occasione del nuovo e gioioso ingresso che il tristissimo, triseccellentissimo e trisupremissimo Principe, il Re cristianissimo Enrico II, di questo nome, ha compiuto nella sua buona città di Parigi, capitale del suo regno, il sedicesimo giorno di giugno dell’anno del Signore 1549. – Questo è l’ordine e la forma che sono stati osservati in occasione dell’Incoronazione della altissima e illustrissima Signora, Madame Caterina de’ Medici, Regina di Francia, celebrata nella Chiesa di San Dionigi in Francia, il 10 giugno M.D.XLIX. Parigi, Jehan Dallier, s.d. (1549). In-4 (236 x 166 mm), pelle di marocchino Lavallière foderata in marocchino blu, dorso decorato e a mosaico, piatti interamente ornati da un magnifico motivo rinascimentale composto da volute e intrecci a mosaico che incorporano la cifra coronata di Enrico II, il suo monogramma e le mezzelune di Diana di Poitiers, fodera ricoperta da una semata che alterna H coronate e gigli con lo stemma reale al centro, risguardi in tabis blu, bordi dorati e cesellati, astuccio in marocchino verde a forma di libro (Lortic).

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[INGRESSO DI ENRICO II A PARIGI]. Questo è l’ordine che è stato osservato in occasione del nuovo e gioioso ingresso che il tristissimo, triseccellentissimo e trisupremissimo Principe, il Re cristianissimo Enrico II, di questo nome, ha compiuto nella sua buona città di Parigi, capitale del suo regno, il sedicesimo giorno di giugno dell’anno del Signore 1549. – Questo è l’ordine e la forma che sono stati osservati in occasione dell’Incoronazione della altissima e illustrissima Signora, Madame Caterina de’ Medici, Regina di Francia, celebrata nella Chiesa di San Dionigi in Francia, il 10 giugno M.D.XLIX. Parigi, Jehan Dallier, s.d. (1549). In-4 (236 x 166 mm), pelle di marocchino Lavallière foderata in marocchino blu, dorso decorato e a mosaico, piatti interamente ornati da un magnifico motivo rinascimentale composto da volute e intrecci a mosaico che incorporano la cifra coronata di Enrico II, il suo monogramma e le mezzelune di Diana di Poitiers, fodera ricoperta da una semata che alterna H coronate e gigli con lo stemma reale al centro, risguardi in tabis blu, bordi dorati e cesellati, astuccio in marocchino verde a forma di libro (Lortic). Collazione: a-g4, A-C4, D2, 42 fogli (senza l’ultimo foglio bianco); A-C4, 12 fogli, senza l’ultimo foglio bianco. Edizione originale del più bel «Entrée royale» francese e uno dei libri illustrati più famosi del Rinascimento. Esemplare dedicato a Jean Dallier. Marchio rettangolare di Jacques Roffet sul frontespizio. Questo libretto ufficiale, che celebra l’ingresso solenne di Enrico II e di Caterina de’ Medici a Parigi il 16 giugno 1549, testimonia la volontà del nuovo monarca, incoronato due anni prima, di mettere in scena il potere reale in occasione di feste effimere, facendo collaborare architetti, scultori, pittori, orafi e musicisti per esaltare la monarchia. La redazione dell’opera fu affidata a Hardouyn Chauveau, come indica una nota manoscritta di suo pugno sull’esemplare della biblioteca Soleine. Anche Jean Martin, traduttore di Serlio, Vitruvio e del *Sogno di Polifilo*, nonché il poeta Thomas Sébillet, hanno collaborato all’opera. Ma è soprattutto l’illustrazione estremamente curata del volume ad attirare l’attenzione. La sua raffinatezza ed eleganza ne hanno fatto attribuire la paternità ai più grandi artisti: un tempo a Geoffroy Tory e Jean Cousin, oggi a Jean Goujon, il famoso scultore della scuola di Fontainebleau. Si compone di nove grandi figure incise su legno all’interno del testo, più due tavole fuori testo, di cui una pieghevole. Si nota in particolare la figura che raffigura un cavaliere, che è considerata uno dei capolavori dell’incisione su legno del XVI secolo. È anche una delle più famose dell’iconografia rinascimentale francese, in particolare perché si dice che vi si possa riconoscere, sull’armatura del cavallo, l’origine dei motivi delle rilegature dette «à la fanfare», il cui genere compare a metà del secolo. Non meno notevole è la figura che raffigura un obelisco alto 21 metri poggiante su un rinoceronte, quest’ultimo ispirato alla famosa tavola di Dürer, scultura ideata da Jean Goujon e collocata di fronte alla chiesa del Santo Sepolcro in rue Saint-Denis. Il privilegio di edizione fu concesso al libraio Jacques Roffet, che vi associò il suo collega Jean Dallier. Ne furono realizzate diverse tirature, a nome dell’uno o dell’altro di questi librai e con i titoli recanti o uno dei due marchi – ovale o rettangolare – di Jacques Roffet, oppure quello di Dallier. Edouard Rahir ne ha individuate quattro e le ha descritte nel catalogo della collezione Dutuit (n. 669): le prime due (tirature A e B) di 38 pagine, la terza, C, alla quale appartiene la nostra copia, di 41 pagine. In quest’ultima edizione, scrive Rahir, «gli ultimi tre fascicoli B, C e D sono stati ricomposti e il testo è stato notevolmente ampliato a partire dal 34° foglio. L’autore si sofferma più a lungo sul banchetto offerto alla Regina a casa del cardinale du Bellay; parla anche del dono fatto alla Regina di un vassoio con stoviglie d’argento dorato a due strati e decorato con gigli, con cornetti, e anche del dono fatto al Re, un bellissimo oggetto d’oreficeria, in oro ducat cesellato, inciso, smaltato e realizzato con tale maestria orafa che in tutta Europa non si è mai vista un’opera più bella […] Gli ultimi fogli sono numerati in modo errato: 37, 40, 39, 38, 37. ». Questa tiratura C era in particolare quella delle due copie di Otto Schäfer, nonché delle copie di Fairfax Murray e Vershbow, con tre di esse che presentavano una «variante della variante», dove l’incisione, che qui occupa il verso del 40° foglio (erroneamente numerato 38), è stata riportata sul recto di un 42° foglio (D2, verso bianco). All’esemplare è stata allegata, come talvolta accade, la descrizione dell’Incoronazione e dell’insediamento della reg

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

Biblioteca Emile Rossignol
venerdì 6 novembre
02:00 PM
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9, rue Drouot
75009 Paris, Francia

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