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HORAE in laudem beatissimae virginis Mariae, ad usum Romanum. Parisiis, ex officina Reginaldi Calderii et Claudii ejus filii (Parigi, Regnauld e Claude Chaudière), 1549. In-4 (230 x 158 mm). Rilegatura d’epoca in marocchino rosso, piatti decorati, su uno sfondo punteggiato d’oro, con un motivo geometrico formato da riquadri quadrati e ovali a mosaico di marocchino rosso, verde e marrone, separati da una rete di intrecci a mosaico di marocchino nero, dorso decorato longitudinalmente con arabeschi a freddo, tagli dorati e cesellati. Collazione: a-y8. 176 ff. Stampa in rosso e nero. Marchio di Regnauld Chaudière sul frontespizio (Sylvestre 1142). ECCEZIONALE ESEMPLARE CON RILEGATURA A MOSAICO IN PELLE DI UNO DEI PIÙ BELLI LIBRI D’ORE DEL RINASCIMENTO. Queste Horae dei due Chaudière, padre e figlio, successori di Simon de Colines (1520-1546), si collocano nella tradizione dei libri d’ore pubblicati a partire dal 1525 da Geoffroy Tory e dai suoi successori. Le loro illustrazioni e decorazioni riprendono, quasi alla lettera, quelle delle Ore pubblicate nel 1543 da Simon de Colines con xilografie commissionate alla bottega di Tory, con la quale lo stesso Colines, stampatore delle Ore del 1525 e del 1527, aveva mantenuto dei legami. L’illustrazione comprende: - 14 xilografie a tutta pagina presentate in imponenti cornici architettoniche, tutte provenienti dalle Ore del 1543 e di cui tre su sette hanno conservato il marchio con la doppia croce di Lorena. «Queste figure si inseriscono nella tradizione di Tory ma se ne distinguono nettamente per lo stile. Un concetto grafico totalmente diverso da quello di Tory traspare dalle possenti cornici architettoniche delle pagine illustrate, ciascuna concepita specificatamente per un’incisione […] Sebbene riprendano gli ornamenti rinascimentali utilizzati da Tory, il loro effetto tridimensionale e materico contrasta con la decorazione lineare dei loro predecessori» (H. Tenschert. Horae. B.M.V., 2003). - Magnifici bordi, «di grande bellezza» (Brun), che incorniciano ciascuna delle pagine del testo e del calendario, composti dalla giustapposizione di quattro xilografie. Queste bordature, sedici delle quali provengono dalle Ore del 1543 alle quali se ne aggiungono di nuove, sono di due tipi diversi: le une, di cui due recano le date del 1536 e del 1539, si ispirano ai motivi antichi utilizzati da Tory: vasi, medaglioni, putti, delfini, sebbene con una decorazione più fitta; le altre, più recenti, sono costituite da arabeschi di un nero profondo che risaltano su sfondo bianco, impreziositi da maschere e grottesche. Queste cornici di nuovo tipo e di grande effetto influenzeranno, alcuni anni più tardi, la decorazione delle Ore di Lione di Guillaume Rouillé (vedi il numero precedente). Il testo è arricchito da quattordici grandi iniziali incise su legno con fondo traforato e decorate con arabeschi e fiori. Nel nostro esemplare, tutte queste iniziali sono state accuratamente miniate. Anche le maiuscole del titolo, così come molte altre nel testo, a sua volta sottolineato in rosso, sono state impreziosite da colori. MAGNIFICA E MOLTO RARA RILEGATURA STRETTAMENTE CONTEMPORANEA CHE PRESENTA UN DECORO GEOMETRICO A MOSAICO IN PELLE MOLTO INSOLITO. È noto che le rilegature del XVI secolo, talvolta impropriamente definite “a mosaico”, sono in realtà decorate con intrecci dipinti. Sebbene la vera tecnica del mosaico, consistente nell’assemblaggio mediante incollaggio di pezzi di pelle incisi e finemente rifiniti, fosse nota già nel Rinascimento, all’epoca era molto poco utilizzata, sviluppandosi solo nel XVII e soprattutto nel XVIII secolo. La nostra rilegatura, che utilizza questa tecnica, presenta inoltre una decorazione tra le più originali, formata da pezzi di marocchino quadrati e ovali disposti a scacchiera e collegati da una rete geometrica di intrecci, a loro volta realizzati a mosaico. Splendido esemplare con i bordi finemente cesellati, rifinito e perfettamente conservato, praticamente privo di qualsiasi restauro. Molto raro. H. Tenschert, che definisce l’edizione «rarisimum», cita solo quattro esemplari nelle collezioni pubbliche, di cui uno incompleto (l’esemplare della BNF, proveniente dall’antica collezione Yemeniz). Auguste Bernard, il bibliografo di Geoffroy Tory, ne conosceva solo due esemplari (tra cui quello di Tenschert). Minimo intervento di restauro agli angoli inferiori della rilegatura. Piccole tracce marroni marginali su un foglio. Acquistato da Émile Rossignol nel 1960.
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