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MOLINET (Jean). Le gesta e le parole del defunto e ben ricordato Maestro Jehan Molinet, contenenti numerosi bei trattati, orazioni e campi reali… Recentemente stampato a Parigi nell’anno del Signore 1531, il nove dicembre. Parigi, Jehan Longis e la vedova di Jehan Sainct Denys, 1531. Piccolo in-folio, rilegatura del XVIII secolo in marocchino verde, tre filetti dorati sui piatti, tagli dorati. Edizione originale. Questa raccolta collettiva di poesie intervallate da brani in prosa di Jean Molinet fu pubblicata tre volte, nel 1531, nel 1537 e nel 1540, molto tempo dopo la morte dell’autore; tutte le edizioni furono stampate in caratteri gotici. Mentre le ultime due edizioni si trovano abbastanza spesso, la presente prima edizione, l’unica in formato in-folio, è molto più rara. Famoso ai suoi tempi, autore di successo di un adattamento in prosa del Romanzo della Rosa, Jean Molinet (1435-1507) è generalmente considerato il più importante tra i Grandi Retori. Originario di Desvre, nella regione di Boulogne, entrò al servizio della casa di Borgogna all’inizio degli anni 1470, sotto il regno di Carlo il Temerario, e nel 1575 succedette a Georges Chastellain come storiografo dei duchi di Borgogna. Vero e proprio maestro della scuola poetica borgognona, fu proprio lui a formare suo nipote Jean Lemaire de Belges. Appassionato degli aspetti tecnici della sua arte, come tutti i poeti di corte riuniti sotto la denominazione di Grandi Retori, è senza dubbio colui che ha spinto più in là la ricerca del virtuosismo, moltiplicando le difficoltà, passando dalla ballata unisonante al rondeau gemello o doppio, alla rima batelée, alla rima concatenata o a doppia coda… Ma al di là di questi capricci poetici, Molinet seppe dimostrare nei suoi versi più belli una vera sensibilità. Di fronte ai disordini che seguirono il disastro di Nancy, seppe trovare toni struggenti per descrivere i paesi devastati dagli eserciti di Luigi XI. Nella *Recollection des merveilleuses histoires advenues en nostre temps*, narra in 140 ottave gli avvenimenti verificatisi dal 1428 al 1498. Le prime strofe sono dedicate alla morte di Giovanna d’Arco e il poema si conclude con la morte di Carlo VIII. Marchio di Jehan Sainct Denys sul frontespizio. Bellissima copia rilegata in marocchino del XVIII secolo. Restauro nel margine esterno del frontespizio. Dorso uniformemente brunito. Leggissima macchia d’umidità nel margine inferiore degli ultimi dieci fogli. Proveniente dalla biblioteca di Michael Wodhull (1740-1816) con la data di acquisizione scritta di suo pugno: 17 luglio 1773. Data aprile 1797 in inchiostro marrone sul recto dell’ultimo foglio bianco.
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