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PLAUTO. Venti commedie plautine. Venezia, Simon Bevilaqua per Marcus Firmanus, 17 settembre 1499. In-folio (318 x 220 mm), rilegatura eseguita intorno al 1560 in marocchino rosso, con ricca e imponente decorazione dorata che ricopre i piatti, combinando intrecci a doppio filetto e volute terminate da fioroni vuoti o azzurrati, dorso liscio decorato longitudinalmente con una composizione floreale che mescola fioroni vuoti, a oro pieno o azzurrati, collegati da sottili filetti dorati; titolo in lettere dorate; tagli dorati. Collazione: A10, b-j8, k-m6, aa6, a-z8, &8, ?8, R8, A-D8, E6, F4. 348 fogli. Importante edizione incunabolo delle commedie di Plauto, la prima arricchita dai commenti di Joannes Petrus Valla e Bernardinus Saracenus. È divisa in due parti: la prima, con titolo specifico, contiene il commento di Valla; la seconda, il testo di Plauto con il commento di Saracenus. Magnifica rilegatura della metà del XVI secolo in marocchino, ornata da una ricca ed elegante decorazione attribuibile, sia per la composizione d’insieme che per molti dei ferri utilizzati, alla bottega detta del rilegatore dell’Esopo di Mahieu. Tale bottega fu così denominata da G.D. Hobson sulla base di un esemplare dell’Esopo di Basilea (1501) rilegato per il celebre bibliofilo di origine italiana, segretario di Caterina de’ Medici, amico e rivale di Grolier (per il quale realizzò una quindicina di rilegature tra il 1555 e il 1570). La loro grande bellezza «sembra derivare dalla loro composizione molto ariosa, in cui pieni e vuoti occupano uguale importanza e superficie, e la cui decorazione si estende da un’estremità all’altra dei piatti senza cornici né alcun confinamento, richiamando le composizioni floreali a filetto di origine italiana» (Collezione Michel Wittock. Terza parte, 2005, n. 29). Proveniente dalla biblioteca dell’avvocato Jean Ballesdens (1595-1675), accademico, scrittore mediocre ma grande bibliofilo, con, come sua abitudine, la sua firma a inchiostro sul frontespizio. La sua biblioteca, i cui volumi sono identificati dalla presenza di questo ex libris manoscritto, rivaleggiava con quella del suo protettore, il cancelliere Séguier, che lo aveva nominato suo segretario particolare e precettore dei suoi nipoti, i Coislin. Possedeva in particolare diverse rilegature realizzate nel secolo precedente per Grolier e Mahieu. «A questo titolo può essere considerato uno dei primi collezionisti a manifestare, alla fine del XVII secolo, un interesse per le opere antiche conservate nel loro stato originale. La sua biblioteca fu smembrata nel 1676, in occasione di un’asta che riscosse un grande successo» (fonte: reliures.bnf.fr). Splendido volume, magnificamente conservato. Minimi interventi di restauro sui bordi inferiori. Ex libris di Robert Walsingham Martin. Acquistato da Émile Rossignol nel 1965. Brunet, IV, 706; ISTC, ip00784000; Goff, p. 784; GW, 33990; HC, 13082; Hobson (G.D.). Maioli, Canevari and others, 1926, tavole 31 e 32; Collezione Michel Wittock, I, 2004, n. 54 e III, 2005, n. 29; Hobson (A.) e Culot (P.). Rilegature italiane e francesi del XVI secolo, 1990, nn. 46 e 47.
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