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Boisgirard - Antonini

85 - SEGALEN (VICTOR)

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SEGALEN (VICTOR) Stele. Pei-King, tipografia Pei-T'ang, 1912. Volume in ff. (288 x 142 mm), a fisarmonica, 106 pp. (di cui le prime 2 e le ultime 3 pagine di guardia bianche), copertina in carta color crema con titolo stampato e incollato sul piatto anteriore, il tutto racchiuso in due cartoncini decorati in stile Art Nouveau di ispirazione cinese, fissati da lacci viola e dorati. Lievi tracce di nastro adesivo utilizzato per fissare la copertina in carta cristal. Autentica edizione originale, in tiratura fuori commercio limitata a soli 286 esemplari. Esemplare n. 90 su carta velina. «È stata realizzata una tiratura ordinaria su carta velina pergamenata. La numerazione prosegue oltre gli 81 esemplari giustificati su “Corea”. […] Sembra improbabile che la cifra di 200 esemplari (prevista in una lettera dell’autore) sia stata raggiunta. Solo l’esame del numero di esemplari che i librai o i collezionisti potrebbero trovare o procurarsi chiarirà un giorno questo dettaglio bibliofilico», Jean Loize, «Da Tahiti al Tibet o le tappe e il bottino del poeta Victor Segalen (1878-1919)», 1944. Composto sulle macchine da stampa lazariste di Pechino nel maggio e giugno 1912, e pubblicato il 13 agosto 1912, questa prima edizione è l’unica corretta di pugno da Segalen; a differenza della seconda edizione, di cui non poté, con suo rammarico, supervisionare la stampa, troppo rapida per i suoi gusti. Completa dei tre sigilli rossi «cinabro» impressi a mano all’inizio e alla fine del volume. DEDICA AUTOGRAFA FIRMATA dall’autore a Eddy Poilay [?] «in cordiale attesa», datata novembre 1912 e redatta a Tchang te fou. Al tempo stesso «visione della Cina» e opera fondamentale della letteratura francese del XX secolo, questo testo si inserisce nella profonda esperienza che Segalen fece del mondo cinese. Dopo aver iniziato lo studio del cinese nel 1908, soggiornò in Cina in tre occasioni: dapprima come medico ed esploratore dal 1909 al 1913, poi in occasione di due missioni archeologiche nel 1913-1914 e nel 1917. Questi viaggi diedero origine a importanti lavori scientifici, in particolare il «Primo resoconto dei risultati archeologici ottenuti nella Cina occidentale dalla missione di Gilbert de Voisins, Jean Lartigue e Victor Segalen» (1914), pubblicato in due fascicoli (1916) e successivamente completato da un atlante (1923-1924). Ma questa immersione alimentò altrettanto la sua opera letteraria, ispirando una serie di libri che indagano e ricreano la Cina in varie forme, come «Stele» (1912), «Dipinti» (1916) e «Odi» (1926). (cfr. Henri Bouillier, in *En Français dans le texte*, Bnf, 1998, n. 340).

Testo tradotto da DeepL.
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