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Djo Bourgeois (1898-1937) - *L'inhumaine*, di Marcel Lherbier. 1924. Stampatore: La Cinématographie Française. 157,5 x 117,5 cm. Manifesto originale, stampa litografica, montato su tela. Condizioni A-, lievi tracce di pieghe originali, tre piccole mancanze restaurate nelle pieghe, quattro piccole mancanze restaurate all’estremità del margine destro. Se questo manifesto è considerato sin dalla sua creazione uno dei capolavori dell’Art Déco, è anche uno dei più rari al mondo. A nostra conoscenza ne esistono solo 4, ai quali si aggiunge questo esemplare finora sconosciuto. Monumento a doppio titolo, il film ha rappresentato una svolta nella storia del cinema, e il manifesto una svolta nell’arte pubblicitaria e nella cartellonistica cinematografica in particolare. Era quindi naturale metterlo all’asta proprio mentre l’Art Déco ha appena festeggiato i suoi 100 anni. Tutto in questa immagine è frutto di fantasia. La tipografia, ispirata al lavoro di Fernand Léger per un progetto di locandina. Lo stile cubista, che richiama i disegni di Sonia e Robert Delaunay. Il soggetto, che presenta una scena chiave della trama mentre fino ad allora venivano mostrati elementi aneddotici. E poi, naturalmente, l’evocazione di inquadrature reali del film in cui sono visibili le scenografie di Robert Mallet-Stevens e Fernand Léger. Un film che suscitò scandalo alla sua uscita, tanto era moderno e quindi controverso. In realtà, pose le basi del cinema moderno. Un famoso aneddoto testimonia la ricerca intellettuale voluta dal regista, che fece proiettare la prima al Théâtre des Champs-Élysées, dove in precedenza aveva organizzato una finta serata con tutto il Paris, filmata a sua insaputa con telecamere nascoste, e destinata a diventare una scena enigmatica del film quando la protagonista, Claire Lescot, sale sul palco del teatro per cantare. Oltre alle persone legate al film, a quella serata erano presenti Picasso, Man Ray, Hemingway, Cocteau, James Joyce, Ezra Pound, Lise Deharme, Erik Satie.... Molte personalità legate ai surrealisti, sorprese di vedersi apparire sullo schermo la sera della prima, coinvolte loro malgrado nell’opera grazie a un effetto di mise en abyme. Per comprendere l’importanza del film, occorre soffermarsi su chi vi ha partecipato: Attori: Georgette Leblanc, Jacques Catelain, Philippe Hériat, Kiki de Montparnasse, René Clair Scenografia: Robert Mallet Stevens, Fernand Léger, Alberto Cavalcanti, Claude Autant Lara Oggetti di scena: Pierre Chareau, Michel Dufet, Raymond Templier, René Lalique, Jean Puiforcat, Jean Luce, Joseph Csaky, Jean Lurçat. Costumi: Paul Poiret. Musica: Darius Milhaud Sceneggiatura: Leblanc e Pierre Mac Orlan Questo tripudio di star e artisti famosi non è affatto frutto del caso, ma piuttosto un'operazione di marketing di L'Herbier che voleva farne una vetrina delle arti moderne del suo tempo, riunendo cinema, architettura, pittura, arredamento, moda, gioielleria, musica e danza, tecnologia, come un manifesto dell’avanguardia e dell’Art Déco francese, proprio prima dell’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne del 1925. Ma anche con l’idea che il film sarebbe stato proiettato negli Stati Uniti. Provenienza: casa di vacanza in Dordogna di un cartellonista parigino.
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