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Henri MICHAUX. Un certo fenomeno che si chiama musica. [1958]. Prova di stampa, 2 fogli doppi in grande in-4. Edizione originale: separata senza copertina, tirata in 30 esemplari numerati al compositore (n. 26). Secondo testo di Michaux dedicato alla musica. Un certo fenomeno che chiamiamo musica è apparso nel 1958 nell’Encyclopédie de la musique curata da François Michel e pubblicata da Fasquelle. (Imbert, n. 204.) «Esiste ciò che chiamiamo musica. Si tratta anche di onde, piccolissime, con cui giocare, non certo accogliendole sui piedi bagnati, ma solo, tanto sono minuscole, nel più profondo dell’orecchio che le riceve vibranti e come un segreto. Invisibili, arrivano in linee circolari, che ben presto lo circonderanno come se provenissero da ogni parte, e nell’immensa vasca lo terranno immerso. […] Musica, meraviglia che precedette il fuoco, ne avevamo davvero bisogno.» Con una lunga e fraterna dedica autografa firmata a Jean Paulhan. Dopo una caduta accidentale nel 1957 che gli causò una frattura al gomito destro e un’osteoporosi post-traumatica, Michaux dovette imparare a scrivere con la mano sinistra e ritrovò solo molto più tardi l’uso della mano destra, il che spiega la scrittura incerta della dedica a Paulhan, suo compagno nelle prime esperienze con la mescalina. A Jean Paulhan. / Cordialmente. / un certo fenomeno / che si / chiama musica / Uno scritto così pieno di errori / da far quasi presagire un incidente, / scritto con una mano sinistra che / ha imparato poco[,] un omaggio / che sembra un falso, / ecco ciò che esitavo / a inviarti. / Henri Michaux Grazie per la tua nota. Nel complesso va meglio. Ma riesco ancora / solo a fare qualche passo, la mano destra rimane intorpidita e gonfia / e il braccio molto indebolito, resiste alla riabilitazione. / È tutto da dilettante. Ma ho seguito e scritto «il braccio rotto». Michaux racconterà infatti l’esperienza del suo incidente e la perdita del suo «braccio destro» in *Bras cassé* (1962).
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