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Henri MICHAUX. Chi ero. Con un ritratto dell’autore inciso su legno da G. Aubert. Parigi, Éditions de la Nouvelle Revue Française, 1927. In-12, brossurato, conservato in una scatola in-4 rivestita in mezzo marrocchino lavallière a strisce. Edizione originale, stampata a Digione presso la tipografia di Maurice Darantière. Uno dei 16 primi esemplari su carta giapponese antica colorata, stampata appositamente per Henri Michaux. Queste prime copie sono accompagnate da una prova a tutto margine, su carta giapponese colorata, del ritratto dell’autore firmato da Georges Aubert – «l’unico ritratto realistico mai riprodotto in un libro di Michaux, il quale si era opposto al principio del ritratto finché poté, ma invano» (Mostra Henri Michaux, BnF, n. 9). Preziosa copia dedicata alla prima donna amata, Gabrielle Friedrich, con una lunga dedica autografa firmata sul frontespizio: «Stavo modellando con la mollica di pane una piccola bestiola, una specie di topolino. Appena avevo finito la sua terza zampa, ecco che si mise a correre È fuggita approfittando della notte» Chi ero alla mia preziosissima Banjoby Henry La lunga citazione tra virgolette che precede la dedica vera e propria è tratta dal secondo capitolo del libro (pagina 24). Jean-Pierre Martin, biografo di Henri Michaux, evocando la figura enigmatica di Banjoby, nota anche come Banjeby, Banjo o By, cita questa copia di *Chi ero* e la sua dedica che attesta l’esistenza di Banjo-Gabrielle. «Banjo, come Nadja, più ancora di Gala, è interamente poetica. Il suo corpo di parole rare fa sognare l’amore. Il suo corpo di parole rare fa anche sognare gli «io» amanti-amati di Michaux, per metà nascosti, mostrati-nascosti, disturbati da mille «io» mal-amanti-mal-amati» (Henri Michaux, p. 167). Esemplare perfetto conservato in una scatola in mezzo marrocchino in formato in-4, che permette di preservare la stampa a margini interi del ritratto dell’autore realizzato da Georges Aubert, firmato e autografato; è montato sotto una finestrella di plexiglas nella patta superiore della scatola. (Michaux, Opere complete I, Pléiade, p. 1214: «Gabrielle Friedrich sarebbe proprio la donna che Michaux chiama a turno Banjo, Banjeby e By, e alla quale era già stata dedicata nel 1927 la copia di *Qui je fus* stampata appositamente per Michaux.»)
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