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[Max ERNST]. Joë BOUSQUET, Michel TAPIÉ. Max Ernst. Parigi, René Drouin, 1950. In-4, brossurato, copertina illustrata incollata, scatola moderna in carta blu navy. Edizione originale, comprendente due litografie originali a colori firmate da Max Ernst. Bellissimo catalogo della mostra della galleria Drouin, pubblicato a spese di Heinz Berggruen. È illustrato con 11 composizioni fuori testo e 10 riproduzioni di opere, oltre alle due litografie originali in testa al volume. Si tratta della prima mostra in Europa dedicata alle opere americane di Max Ernst. Tiratura limitata a 58 esemplari su carta Montval. Esemplare nominativo stampato per Henri Michaux, firmato dall’artista. Max Ernst è stato una delle grandi ammirazioni di Michaux, come egli stesso ha rivelato nel 1956 in una lettera indirizzata a Patrick Waldberg: «Max Ernst e Paul Klee mi hanno avvicinato alla pittura più o meno nello stesso periodo, quando avevo ventiquattro anni. Fino ad allora, la respingevo con ostilità. Odiavo i pittori più di chiunque altro, in quanto ausiliari volontari della realtà ingombrante e delle sue apparenze, che sono fin troppo evidenti e ingannevoli (nemmeno i cubisti le avevano mai superate, anzi, al contrario). Infine, grazie a Ernst e Klee, intravedevo qualcosa di simile al rovescio delle carte. Era una via, una speranza». Quanto a Joë Bousquet, il poeta gli fece visita durante l’esodo, come tanti altri: «quella visita, che HM aveva previsto, tramite Ballard, alcuni anni prima, assumeva ora un altro significato. Erano in molti, in quei tempi, a passare dalla camera oscura di Bousquet, il ferito dell’altra guerra e, da allora, paralizzato a vita. Sembrava custodire una verità che a loro sfuggiva. [...] «È una persona importante», disse HM, laconicamente, riferendosi a Bousquet, in una lettera a Ballard. Nulla sugli altri» (Jean-Pierre Martin, p. 335). Copertina parzialmente scolorita dal sole.