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7 - Antonin ARTAUD. Lettere da Rodez. Parigi, GLM, 1946.

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Antonin ARTAUD. Lettere da Rodez. Parigi, GLM, 1946. In-12, marocchino jansenista nero a grana lunga, dorso liscio, non rifilato, testata dorata, copertina e dorso conservati (rilegatura moderna). Edizione originale: tiratura limitata a 691 esemplari, questo su pergamena bianca (n. 176). Famose lettere di Antonin Artaud indirizzate a Henri Parisot, scritte dal manicomio di Rodez. (Coron, Les Éditions GLM, bibliografia, n. 227.) Lunga dedica autografa firmata: al signor Bernard Lucas perché il tempo / del pensiero / è dorato / ma non lo sono i / bisogni irrefrenabili / che lo spirito ha / nascosti / Antonin Artaud Provenienza davvero divertente quella di Bernard Lucas, il direttore del famoso Bar Vert, al 10 di rue Jacob, il primo vero bar americano del sesto arrondissement parigino. Secondo la testimonianza di Boris Vian, «Lucas [era] un barista fuori dal comune, [possedeva] libri rari, una discoteca classica». Soprattutto, attirava lì intellettuali, pittori, editori (come Bertelé). È proprio al Bar Vert che Antonin Artaud, che ne era un assiduo frequentatore, dettò a Paule Thévenin, nel novembre 1946, *La Culture indienne* e *Ci-gît* – probabilmente proprio nel momento in cui donò le sue *Lettres de Rodez* a Bernard Lucas. (Vian, *Manuel de Saint Germain des Prés*, p. 124. – Thévenin, *Antonin Artaud, ce Désespéré qui vous parle*, pp. 86-87.)

Testo tradotto da DeepL.
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