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HANS STEINBRENNER (1928 Francoforte sul Meno - 2008 ibidem) Composizione, 1958 Arenaria rossa. 55 x 50 x 56 cm. Presenta sporadiche crepe. Due piccole mancanze sul bordo superiore. WVZ 122 Provenienza: precedentemente nella collezione di Katharina Apel, ora in una collezione privata dell’Assia. Hans Steinbrenner è uno degli scultori più noti del modernismo postbellico della Germania occidentale. La sua opera si articola in fasi ben distinte, dalle opere figurative della fine degli anni Quaranta alle forme biomorfiche degli anni Cinquanta, fino alle sculture a blocchi e alle stele dalla struttura geometrica per cui è diventato famoso in seguito. La «Composizione» è un blocco arrotondato di arenaria rossa, dal quale sporgono diverse protuberanze tuberose: formazioni sferiche, curvature ondulate, cavità profonde e un’apertura penetrante al centro. Sulla superficie, le linee stratificate chiare del materiale si snodano in archi concentrici, come tracce incise di un tempo ormai impossibile da datare. Qui la pietra perde la sua consueta pesantezza. Diventa una massa di forma ellittica, simile a una goccia, che ricorda piuttosto la lava solidificata o la cera che si è fermata nel suo scorrere – un materiale che sembra ancora portare in sé la propria origine. Il concetto di pietra come qualcosa di solido, definitivo, viene così messo in discussione: ciò che si trova qui davanti a noi sembra meno modellato che cresciuto, meno opera d’arte che deposito. Così lo sguardo sull’oggetto si trasforma in uno sguardo su qualcosa di atemporale – sulle origini dell’universo, sul lento divenire della vita stessa. Le linee stratigrafiche nella pietra raccontano di millenni che non conoscono misura umana. E in questo corso geologico, iniziato molto prima di noi e che continuerà molto dopo di noi, noi esseri umani siamo solo testimoni oculari fugaci.
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