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IMPORTANTE MODELLO O MAQUETTE ITALIANO IN MARMO SCOLPITO RAPPRESENTANTE PAPA CLEMENTE XII DI PIETRO BRACCI (ROMA 1700-1773), 1736 circa ispirato al ritratto originale in bronzo di Papa Clemente XII Corsini che adornava la Sala Grande del Palazzo Nuovo sul Campidoglio; il Papa è raffigurato in trono con indosso un triregno e un mantello con raffinate decorazioni scolpite a rilievo; il trono architettonico è decorato con cherubini alati e volute; firmato sul lato destro «P. Bracci, Rom. F.’, in condizioni di usura Altezza 68 cm, larghezza 42 cm, profondità 41,5 cm UN RITRATTO IN MARMO DI PAPA CLEMENTE XII RECENTEMENTE SCOPERTO Questo straordinario modello in marmo di Papa Clemente XII Corsini è identico a una versione in bronzo andata perduta, scolpita da Bracci nel 1736 e successivamente fusa in bronzo da Francesco Giardoni. Il bronzo fu inizialmente collocato nella Sala Grande del Palazzo Nuovo sul Campidoglio, di fronte a un ritratto di Papa Innocenzo X di Alessandro Algardi e a un busto di Papa Urbano VIII Barberini di Gian Lorenzo Bernini. Da lì fu trasferito alla Sala degli Orati e dei Curati nel Palazzo dei Conservatori, dove fu fuso nel 1798 durante la Prima Repubblica Italiana. Si riteneva che l’unico documento visivo sopravvissuto del bronzo fosse un’incisione di Stefano e Rocco Pozzi, fino al ritrovamento della nostra figura in marmo. Si conoscono solo due esemplari dell’incisione: uno si trova a Roma nel Gabinetto delle Stampe, l’altro nella collezione della Galleria d’Arte Reale di Dresda. La commissione Il ritratto di papa Clemente XII (Lorenzo Corsini, 1652–1740) va inquadrato nel contesto del notevole programma di rinnovamento artistico, architettonico e civico che caratterizzò il suo pontificato. Eletto papa nel 1730 all’età di settantotto anni, Clemente XII governò Roma per un decennio, durante il quale promosse vasti progetti edilizi e rafforzò notevolmente l’importanza culturale del Campidoglio. Oltre ai Musei Capitolini, il mecenatismo architettonico di Clemente XII comprendeva la nuova facciata di San Giovanni in Laterano, il Palazzo della Consulta sul Quirinale, il restauro dell’Arco di Costantino, i miglioramenti alle strade e alle vie di Roma e l’avvio dei lavori per la Fontana di Trevi. Fece inoltre realizzare la magnifica Cappella Corsini in Laterano, destinata ad ospitare la sua tomba. Il suo risultato più significativo in relazione al Campidoglio fu l’istituzione dei Musei Capitolini come museo pubblico. Nel 1733 Clemente XII acquisì la celebre collezione di antichità del cardinale Alessandro Albani, utilizzando fondi provenienti in parte dalla lotteria papale, e nel 1734 il Palazzo Nuovo fu inaugurato come museo. Ciò trasformò il Campidoglio in un importante centro per la fruizione pubblica del patrimonio artistico antico di Roma. L’acquisizione fu particolarmente significativa perché impedì che un’importante collezione privata lasciasse Roma e ne trasferì il contenuto al dem pubblico. Fu in questo contesto che a Pietro Bracci fu commissionata la realizzazione di un ritratto in bronzo di papa Clemente XII, a commemorazione della donazione del pontefice ai Musei Capitolini. La scultura fu finanziata dal Senato romano e fece seguito a un ritratto in marmo di Clemente XII, realizzato con successo da Bracci per la città di Ravenna. Clemente aveva svolto un ruolo importante nello sviluppo di Ravenna, commissionando la costruzione del Canale Candiano, che collegava la città al mare, e promuovendo lo sviluppo del suo porto. La scultura in marmo era originariamente collocata in Piazza del Popolo, per poi essere successivamente trasferita al Chiostro di San Vitale, dove si trova ancora oggi. Pietro Bracci e papa Clemente XII Il rapporto tra Pietro Bracci e papa Clemente XII era strettamente legato alle ambizioni artistiche e culturali del pontificato di Clemente. Bracci si affermò come uno dei principali scultori attivi a Roma negli anni Trenta del Settecento, un periodo caratterizzato da un eccezionale mecenatismo papale in cui Clemente XII promosse un ambizioso programma di rinnovamento architettonico e, cosa particolarmente significativa per lo scultore, trasformò le collezioni capitoline in un museo pubblico. I ritratti di Clemente realizzati da Bracci costituirono una parte importante di questo programma. Nel 1733 l’artista iniziò una statua in marmo del papa, che fu successivamente inviata a Ravenna nel 1738, dove fu collocata in Piazza del Popolo ed è oggi conservata nel Museo Nazionale. Già nel 1736, Bracci aveva iniziato a modellare una versione strettamente correlata in vista della sua fusione in bronzo per il Campidoglio. I due monumenti condividono la stessa concezione di fondo, sebbene Bracci abbia adattato la composizione della versione capitolina alle esigenze del bronzo e al contesto architettonico in cui sarebbe stata collocata. I ritratti possono quindi essere intesi non solo come rappresentazioni di Clemente XII, ma come monumenti al suo mecenatismo. Il bronzo capitolino, in particolare, commemorava la trasformazione del Campidoglio operata da Clemente e la fondazione del museo pubblico. La sua iscrizione celebrava i suoi progetti edilizi e, soprattutto, l’arricchimento delle collezioni capitoline
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