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74 - Giuseppe Penone (italiano, 1947)

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Giuseppe Penone (italiano, 1947) Vladimir Majakovskij - Oblako v stanach - 1994 Resina d’albero su cotone con ricamo, cristallo di rocca 33 x 18 x 18 cm Provenienza: Galerie Alice Pauli, Losanna (Basel Art Fair, 2001) Collezione Robert e Suzanne Pannier, Bruges Con fotocertificato dell’artista, datato 12 luglio 2001. Le opere di Giuseppe Penone degli anni ’90 esplorano spesso il rapporto tra i processi naturali e le forme di espressione umana. In questo gruppo di opere, l’artista ha realizzato calchi di tronchi d’albero spaccati longitudinalmente, richiamando l’attenzione sull’inaspettata affinità tra il legno e i libri: le fibre stratificate di un albero ricordano le pagine impilate di un volume, mentre entrambi possono essere intesi come forme di tempo e memoria accumulati. L’idea originaria per queste opere prevedeva l’inserimento di libri veri e propri tra le due metà del tronco calco, ma ciò si rivelò tecnicamente insoddisfacente. Penone scelse di sostituire il libro con un pezzo di stoffa bianca piegato, disposto in modo che il suo bordo evocasse il dorso di un libro. Lungo questo bordo, il titolo di un’opera letteraria, spesso una poesia, è ricamato con filo bianco, trasformando il libro, ormai non più fisicamente presente, in una presenza sottile all’interno della scultura. In Vladimir Majakovskij - Oblako v stanach (1994), Penone fa riferimento alla celebre poesia di Vladimir Majakovskij Una nuvola nei pantaloni, scritta nel 1914–15 e considerata una delle opere chiave della poesia futurista russa. Il titolo, ricamato sul tessuto piegato, richiama la suggestiva giustapposizione di stati opposti presente nella poesia: l’immateriale e il fisico, il monumentale e il personale.

Testo tradotto da DeepL.
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