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Robert Mangold (americano, 1937) Square within a Square #3 (Sandy-brown) - 1974 Acrilico e matita su tela 168 x 168 cm Firmato, intitolato e datato sul telaio Provenienza: John Weber Gallery, New York (1975) Collezione Robert e Suzanne Pannier, Bruges Pubblicato in: Robert Mangold, Paintings 1964-1982 [catalogo ragionato], Stedelijk Museum, Amsterdam, 1982, cat. 212 Esposto: Amsterdam, Stedelijk Museum, Fundamentele Schilderkunst, 25 aprile - 22 giugno 1975, cat. 8. A prima vista, i dipinti di Robert Mangold sembrano governati dalla certezza della geometria. Un’osservazione più attenta, tuttavia, rivela un’ambizione più discreta: non la ricerca dell’ordine matematico, ma la sottile negoziazione tra linea, colore e la forma stessa del supporto. È in queste deviazioni misurate che emerge la risposta distintamente personale di Mangold al Minimalismo. Anziché perseguire la precisione impersonale spesso associata al Minimalismo, egli ha mantenuto la presenza della mano dell’artista attraverso linee a matita tracciate con delicatezza e campi di colore accuratamente modulati. I suoi dipinti non sono né esercizi di geometria né illusioni ottiche, ma indagini approfondite sul rapporto tra forma, superficie e percezione. Realizzato nel 1974, *Square within a Square #3 (Sandy Brown)* appartiene alla serie di dipinti geometrici attraverso i quali Mangold ha stabilito il linguaggio pittorico che avrebbe definito la sua opera matura. Lavorando sul suo caratteristico formato quadrato da 72 pollici, le cui proporzioni quasi umane instaurano un dialogo immediato con lo spettatore, Mangold ha esplorato il rapporto tra la forma del supporto e la geometria in esso inscritta. Qui, un secondo quadrato, ruotato su un vertice, occupa il centro della composizione. Disegnato a matita, il suo contorno appare al tempo stesso preciso e provvisorio, rafforzando la convinzione di Mangold che la geometria debba rimanere un’esperienza vissuta e percettiva piuttosto che un sistema fisso. Come ha osservato l’artista: «Penso che tutte le mie opere riguardino cose che si incastrano o che in realtà non si incastrano, con la forma strutturale che o impone i termini della struttura interna o crea un quadro di riferimento con cui la struttura interna interagisce». Questa sottile negoziazione tra il supporto esterno e la forma interna è al centro del dipinto. Applicata in modo uniforme con un rullo, la superficie acrilica attenua il gesto espressivo, consentendo al colore di funzionare come atmosfera piuttosto che come emozione. Su questo fondo sobrio, il tratto a matita assume una presenza notevole. Lungi dal descrivere una figura matematicamente chiusa, introduce lievi irregolarità che destabilizzano delicatamente l’apparente certezza della composizione. L’equilibrio del dipinto non deriva quindi da una perfetta simmetria, ma dalla delicata tensione tra la struttura misurata e l’inevitabile variabilità della mano. Acquistata dalla John Weber Gallery di New York nel 1975, l’opera fu inclusa nello stesso anno nella mostra dell’artista allo Stedelijk Museum di Amsterdam. In *Square within a Square #3 (Sandy Brown)*, oggettualità, proporzione, linea e colore rimangono in un tranquillo equilibrio.
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