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Victor Vasarely (ungherese-francese, 1906-1997) Vega-Tuz III - 1972-73 Olio su tela 120 x 120 cm Firmato in basso al centro Firmato, intitolato e datato sul retro, con le dimensioni Provenienza: Galerie Veranneman, Bruxelles Collezione Robert e Suzanne Pannier, Bruges Con certificato fotografico di Pierre Vasarely, datato 4 luglio 2026. Realizzato nel 1972-73, Vega-Tuz III appartiene alla serie Vega. Nei decenni successivi, le griglie rigonfie e distorte caratteristiche di questi dipinti sarebbero diventate uno degli elementi più riconoscibili dell’opera di Vasarely. Durante gli anni ’60 e ’70, affascinato dalle scoperte contemporanee nel campo dell’astronomia e dalle notizie relative a misteriosi segnali provenienti da galassie lontane, Vasarely si dedicò sempre più spesso a titoli di ispirazione astronomica. «Vega» si riferisce a una delle stelle più luminose visibili nel cielo settentrionale, mentre «Tuz», la parola ungherese che significa «fuoco», evoca le forze energetiche all’opera all’interno della composizione. Le distorsioni rigonfie, convesse e concave che animano i dipinti della serie “Vega” fungono da analogie visive per stelle pulsanti, galassie in condensazione e un universo in espansione. Nell’opera in questione, una rigorosa rete di linee a griglia bianche e nere si espande e si contrae con precisione matematica. Ciò che inizia come una struttura perfettamente ordinata si incurva gradualmente attorno a un centro invisibile, trasformando la regolare matrice ortogonale nell’illusione di una sfera che si proietta oltre il piano del quadro. Non si verifica alcun movimento effettivo, eppure lo sguardo oscilla continuamente tra convessità e concavità, tra la superficie della tela e lo spazio fittizio che essa sembra generare. La datazione dell’opera riflette il metodo proprio di Vasarely di documentare lo sviluppo delle sue composizioni. La prima data si riferisce all’ideazione iniziale dell’immagine, mentre la seconda indica l’esecuzione del dipinto in questione. Questa pratica è particolarmente rivelatrice nel caso della serie Vega, alla quale Vasarely tornò ripetutamente nei due decenni successivi. «Vega-Tuz III», tuttavia, fu realizzato in una fase iniziale dello sviluppo di quello che sarebbe diventato uno dei motivi più duraturi di Vasarely. Limitata alla netta opposizione tra bianco e nero, la composizione riduce l’effetto ottico ai suoi elementi essenziali, consentendo alla deformazione della griglia stessa di generare la sensazione di movimento, profondità e luce.