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9 - Panamarenko (belga, 1940-2019)

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Panamarenko (belga, 1940-2019) General Spinaxis - 1968 Legno di balsa e plastica 18 x 93 x 54 cm Con certificato autografo dell’artista, comprensivo di uno schizzo dell’opera, datato 1976. Provenienza: Collezione Helmut Klinker, Bochum Galerie Vega, Liegi Collezione Robert e Suzanne Pannier, Bruges Pubblicato su: Interfunktionen, vol. 4, 1970, p. 7 (ill.) Jürgen Harten, Panamarenko, in Das Kunstwerk, 24, 1971, ill. 4, p. 26 Irmeline Lebeer, «Les machines volantes de Panamarenko», in *Chroniques de l’art vivant*, n. 27, febbraio 1972, p. 20 (ill.) Marc Callewaert, «Icarus in artisanaal stadium», in *Gazet van Antwerpen*, 27 febbraio 1973 Mizue (Tokyo), n. 817, 1973, p. 81 (ill.) Rolf Diekhof, Panamarenko in *Zeit Magazin*, n. 20, 15 maggio 1973 Panamarenko, *Der Mechanismus der Schwerkraft, geschlossene Systeme der Geschwindigkeitsveränderung*, Marzona, Bielefeld, 1975, pp. 32-33 (ill.) Jo F. Du Bois, Panamarenko o il sogno di un ingegnere autodidatta, in *Streven*, 29, 1976, p. 915 Werner von Mutzenbecher, Margrit Suter, *Panamarenko. Oggetti volanti e disegni*, Kunstverein, Basilea, 1977 (ill.) Lucius Grisebach, Paul Hefting, Panamarenko [catalogo della mostra alla Nationalgalerie], Berlino, 1978, pp. 54, 87, 113, 224 (ill.) Catherine Strasser, Panamarenko. La funzione e la contemplazione, in Art Press 66, gennaio 1983, p. 30 (ill.) Panamarenko. Een overzicht 1965-1985 [catalogo della mostra], MuKHA, Anversa, 1989, p. 22 (l’artista con il generale Spinaxis alla mostra «Prospect 68» a Düsseldorf) Nicolas Bourriaud, Keiji Nakamura, Hans Theys, Panamarenko [catalogo della mostra], The Tokyo Shimbun, 1992, pp. 47, 108 (ill.) Anny De Decker, Bernd Lohaus, *Wide White Space: Hinter dem Museum 1966-1976* [catalogo della mostra], Düsseldorf: Richter Verlag, 1995, p. 171 (ill.) Michel Baudson, Panamarenko, Flammarion, Parigi, 1996, p. 124 (ill.) Bibliografia: Paul Morrens, Hans Willemse, Copyright Panamarenko: Verklarende woordenlijst, Ludion, Gand, 2005, pp. 72-73 Esposto: Städtische Kunsthalle, Düsseldorf, Prospect 68, 20-29 settembre 1968, pp. 14-15 (ill.) Wide White Space, Anversa, 1969 (ill. biglietto d’invito) Kunstmuseum, Lucerna; Städtische Kunsthalle Düsseldorf; Württembergischer Kunstverein, Stoccarda, Panamarenko. Automobile und Flugmaschinen, 1972-1973, cat. 8 (ill.) Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, Panamarenko, 8 maggio – 1 giugno 1973, cat. 7 Kunsthalle, Basilea, Panamarenko. Oggetti volanti e disegni, 11 giugno - 11 settembre 1977, cat. 3 (ill.) Musée d’art et d’industrie, Saint-Étienne, Panamarenko, General Spinaxis, disegni e modellini, novembre - dicembre 1977 Nationalgalerie di Berlino, Staatliche Museen Preussischer Kulturbesitz (18 maggio - 30 luglio); Rijksmuseum Kröller-Müller, Otterlo (27 agosto - 15 ottobre); Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (15 novembre - 27 dicembre), Panamarenko, cat. 16 (ill.) Bunkamura Museum, Tokyo, Panamarenko, 19 luglio - 16 agosto 1992, cat. 16 (ill.) Bozar, Bruxelles, Wide White Space, 27 ottobre - 31 dicembre 1994 Le prime opere di Panamarenko nacquero dall’ambiente artistico sperimentale che si sviluppò intorno ad Anversa negli anni ’60. Strettamente legato alle attività della galleria Wide White Space e agli happening della città, realizzò oggetti poetici utilizzando materiali umili quali cartone, feltro ed elementi di recupero; opere che conservavano una certa affinità con la Pop Art, pur rivelando già allora un fascino per l’invenzione e la trasformazione. Realizzata nel 1968, General Spinaxis segna un momento decisivo in questo percorso. In quest’opera si fondono molti dei temi che avrebbero poi definito l’opera di Panamarenko: un fascino duraturo per il volo, un approccio poetico alla scienza e all’ingegneria e l’uso creativo di materiali semplici e di uso quotidiano. General Spinaxis riflette un momento in cui l’immaginario internazionale era affascinato dalle nuove possibilità del volo e dell’esplorazione. Concepita un anno prima che la missione Apollo 11 trasformasse in realtà il sogno di raggiungere la luna, l’opera appartiene inevitabilmente a quel più ampio clima di ottimismo tecnologico. Eppure la risposta di Panamarenko non potrebbe essere più diversa. Mentre l’ingegneria aerospaziale, sempre più complessa, cercava di superare i limiti della natura, egli costruì la propria macchina volante utilizzando fragile legno di balsa e plastica. La modestia di questi materiali è essenziale per l’opera. La fragile costruzione non sminuisce l’ambizione del progetto; al contrario, restituisce qualcosa della meraviglia che ha sempre accompagnato il sogno del volo dell’umanità. L’importanza storica di General Spinaxis fu riconosciuta quasi immediatamente grazie alla sua inclusione nella mostra Prospect 68 alla Städtische Kunsthalle di Düsseldorf. Organizzata da Konrad Fischer, la mostra stabilì un nuovo formato in cui le principali gallerie d’avanguardia presentavano direttamente i propri artisti, aggirando le strutture tradizionali del museo. Attraverso la Wide White Space Gallery di Anversa, il modello di Panamarenko fu esposto accanto a opere di artisti quali Joseph Beuys, Chri

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

La collezione di Robert e Suzanne Pannier
martedì 27 ottobre
06:00 PM
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