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Artcurial

39 - Gustave COURBET (1819 - 1877)

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Gustave COURBET (1819 - 1877) Piccola scogliera a destra, che si protende verso sinistra - 1872 Olio su tela incollata su tavola Datato e firmato in basso a sinistra «72 / G. Courbet.» 19 x 24,5 cm Provenienza: Asta a Zurigo, Koller, 18 marzo 1999, lotto 56 Asta, Pontoise, Martinot-Savignat-Antoine, 5-6 giugno 1999, lotto 67 Acquistato in occasione di questa asta da Antal Post de Bekessy (1943-2015) Successivamente per via ereditaria Asta a Parigi, Sotheby's, «Una dinastia americana in Europa. Le collezioni di Eleanor Post Close e Antal Post de Bekessy», 19 dicembre 2017, lotto 483 Acquistato in occasione di questa vendita dall’attuale proprietario Collezione Louis Grandchamp des Raux Bibliografia: La Gazette Drouot, n. 20, 14 maggio 1999, riprodotto a pag. 144 La Gazette Drouot, n. 25, 18 giugno 1999, riprodotto a pag. 166 Olio su tela incollata su tavola, datato e firmato in basso a sinistra; 7 1/2 x 9 5/8 pollici Dopo l’episodio della Comune, durante il quale fu ritenuto responsabile della distruzione della colonna di Place Vendôme e condannato a sei mesi di reclusione, che scontò dapprima nel carcere di Sainte-Pélagie e poi nella casa di cura del dottor Duval a Neuilly, Courbet tornò nel suo villaggio natale di Ornans nel maggio 1872, dove realizzò numerose commissioni. Dipinge allora una ventina di tele raffiguranti paesaggi marini, tra cui vedute normanne della scogliera di Étretat, di quelle di Mouthier o di Saint-Aubin-sur-Mer. Si tratta di opere che realizza a memoria, come già durante la sua detenzione, rievocando il suo soggiorno del 1869 in riva al mare. È certamente il caso della nostra Piccola scogliera, la cui ubicazione potrebbe trovarsi in Normandia. Questo periodo dei «paesaggi marini», come li definisce lo stesso artista, ebbe inizio nel 1865. L’artista abbandona allora il Mediterraneo estivo per rivolgersi alla Normandia autunnale e ai suoi cieli mutevoli. È in questo periodo che produce la sua famosa serie di Onde. Il pittore costruisce le sue tele con il colore e utilizza una materia densa che applica generosamente, spesso con l’ausilio di una spatola, quasi a sottolineare il suo disprezzo per la rifinitura accurata propria della pratica accademica. L’artista dimostra qui la sua capacità di rinnovare incessantemente il proprio sguardo sulla natura con un’intensità rafforzata dall’esercizio della memoria. L’autenticità di quest’opera è stata confermata da Jean-Jacques Fernier in una lettera datata 28 ottobre 1998. Una copia potrà essere consegnata all’acquirente. Gustave COURBET (1819 - 1877) 19 x 24,5 cm In seguito agli eventi della Comune, durante i quali fu ritenuto responsabile della distruzione della colonna in Place Vendôme e condannato a sei mesi di reclusione, che scontò prima a Sainte-Pélagie e poi nel manicomio del dottor Duval a Neuilly, Courbet tornò nel suo villaggio natale di Ornans nel maggio 1872, dove portò a termine numerose commissioni. Proseguì poi dipingendo una ventina di tele raffiguranti paesaggi marini, tra cui vedute della Normandia, comprese le scogliere di Étretat e quelle di Mouthier o Saint-Aubin-sur-Mer. Si tratta di opere che realizzò a memoria, come aveva fatto durante la detenzione, rievocando il suo soggiorno al mare nel 1869. È certamente il caso della nostra Petite Falaise à Droit, la cui ubicazione potrebbe benissimo essere in Normandia. Questo periodo dei «paesaggi marini», come li definì lo stesso Courbet, ebbe inizio nel 1865. L’artista aveva abbandonato l’estivo Mediterraneo per rivolgersi all’autunnale Normandia e ai suoi cieli in continuo mutamento. Fu proprio in questo periodo che realizzò Vagues, la sua famosa serie dedicata alle onde. Il pittore costruiva le sue tele con il colore, utilizzando un impasto denso, che applicava generosamente, spesso con la spatola, quasi a voler sottolineare il suo disprezzo per la finitura meticolosa tipica della pratica accademica. Qui l’artista dimostra la sua capacità di rinnovare costantemente la propria visione della natura con un’intensità accentuata dall’atto del ricordo.

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